Commenti alla cosiddetta «gogna in Internet»

Lo strumento della gogna in rete gode di crescente popolarità: sempre più spesso compaiono in Internet liste nere con i nomi di clienti che non pagano le fatture, di persone che difendono un determinato credo politico, di membri di autorità le cui azioni e decisioni non rispecchiano le convinzioni di chi si cela dietro a dette liste. Esposte all’accusa e alla condanna pubbliche, queste persone sono lese nella loro personalità.

Le stigmatizzazioni in rete sono problematiche sotto il profilo della protezione dei dati: persone le cui decisioni o azioni non rispecchiano le convinzioni di un determinato internauta vedono il proprio nome pubblicato su Internet e sono messe alla berlina con slogan sommari e sensazionalistici. La portata di questa gogna è universale e le informazioni pubblicate sono rintracciabili anche a parecchi anni di distanza. Tali informazioni, inoltre, non sono il prodotto di una seria elaborazione giornalistica e neppure consentono di farsi un'opinione oggettiva dei fatti. L'obiettivo perseguito dall'autore della pubblicazione non è di soddisfare un bisogno pubblico di informazione, bensì, come detto, di stigmatizzare e diffamare l'individuo preso di mira, oltre che indurre un effetto intimidatorio nei suoi confronti, cosa che per l'interessato può avere conseguenze pesanti. Di norma, la violazione della personalità che ne deriva non è giustificata da una ragione valida.

Contrariamente all'opinione diffusa, si è in presenza di una violazione illecita della personalità anche quando si utilizzano esclusivamente dati già presenti in rete. Ciò avviene quando tali dati sono rielaborati e combinati in modo tale da non avere più nulla a che vedere con la pubblicazione iniziale. Il fatto dunque che i dati siano già disponibili in rete non ne giustifica l'impiego ai fini della stigmatizzazione e diffamazione in Internet.

Una certa dose di prudenza si impone anche nel caso della messa alla gogna di autorità, ovvero di liste nere in cui figurano i nomi di persone che rivestono cariche pubbliche e che secondo l'autore non vantano un comportamento irreprensibile. Certo, è lecito criticare pubblicamente persone che esercitano una funzione pubblica, ma solo fintantoché si tratta di critiche oggettive riguardanti la loro attività pubblica. Si tratta di una condizione, questa, che di norma non è soddisfatta, dato che l'esposizione sommaria e unilaterale dei fatti non può quasi mai considerarsi oggettiva. In nessun caso è ammessa la pubblicazione di informazioni riguardanti la sfera privata (ad esempio, l'indirizzo privato, i numeri di telefono, l'indirizzo di posta elettronica o fotografie non pubbliche), di commenti diffamatori o di inviti a contattare la persona al di fuori della sua attività pubblica.

Ulteriori informazioni sulla gogna in rete sono disponibili qui.

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