Liberalizzazione del mercato postale: revisione totale dell’ordinanza

Nell’ambito della consultazione degli uffici concernente la revisione totale dell’ordinanza sulle poste abbiamo espresso il nostro parere in merito all’obbligo d’informazione e alla gestione dei dati relativi agli indirizzi, in particolare nel caso della loro trasmissione a terzi.

La legge sulle poste e la legge sull'organizzazione della Posta, totalmente rivedute, sono entrate in vigore nell'ultimo trimestre dello scorso anno insieme alle relative ordinanze. Le due leggi erano già state approvate dal Parlamento nel 2010, ma le ordinanze erano ancora in corso di revisione. Nell'ambito della consultazione degli uffici abbiamo avuto la possibilità di pronunciarci sui progetti di ordinanza.

La revisione totale della legislazione sulle poste perseguiva due obiettivi fondamentali: da un lato, l'attuazione del mandato costituzionale che prevede di garantire alla popolazione il servizio universale mediante la fornitura di servizi postali e del traffico dei pagamenti, dall'altro la completa apertura del mercato postale ai fornitori privati. Per garantire quest'ultimo aspetto è necessario lo scambio di dati personali. Nell'esaminare il progetto di ordinanza ci siamo concentrati in particolare sull'obbligo di informazione da parte dei fornitori di servizi in merito all'elaborazione e alla trasmissione dei dati. Un principio fondamentale della legge sulla protezione dei dati è in effetti la trasparenza nel trattamento di questi ultimi; solo quando la trasparenza è garantita le persone interessate possono far valere i propri diritti. La nuova legislazione impone a tutti i fornitori di servizi postali che effettuano la distribuzione a domicilio e che partecipano allo scambio di indirizzi di informare i clienti sulle proprie modalità di trattamento di questi dati.

Per trasmettere i dati a terzi il fornitore deve chiedere l'autorizzazione alle persone interessate. Non è sufficiente menzionare nelle condizioni generali le modalità di comunicazione dei dati previste. Gli interessati devono essere direttamente informati della trasmissione dei loro dati ad altri, per esempio con una comunicazione inviata per posta o un'indicazione chiara sui moduli per la clientela relativi ai servizi offerti, e devono essere specificate le categorie dei destinatari dei dati. Solo se dispongono di tutte le informazioni necessarie, infatti,  i clienti possono dare consapevolmente la propria autorizzazione. Per gli interessati è decisivo sapere se i loro dati sono trasmessi solo a imprese e persone con le quali intrattengono una relazione contrattuale diretta (editori di giornali, assicurazioni, banche ecc.) o se vengono comunicati anche ad aziende che commerciano in indirizzi e ad agenzie d'informazioni che operano in ambito economico.

L'ordinanza introduce poi un'importante innovazione: il rifiuto di autorizzare la trasmissione dei propri dati personali a terzi non può avere ripercussioni finanziarie. In questo modo è stata accolta una nostra richiesta, presentata ormai da tempo, ossia che il consenso al trattamento dei dati deve essere libero e informato altrimenti è privo di valore. La precedente regolamentazione permetteva di applicare un supplemento ai clienti della posta che si opponevano alla comunicazione dei loro dati. Le reazioni dei cittadini, la primavera scorsa, quando è stato introdotto l'ultimo aumento, hanno mostrato che in realtà l'ammontare del supplemento sembrava incidere sulla libertà di scelta. Una situazione evidentemente problematica, perché l'esercizio di un diritto fondamentale non dovrebbe dipendere da considerazioni economiche.

Le osservazioni da noi fatte nel quadro della consultazione degli uffici in merito all'obbligo di informazione e alla gestione dei dati relativi agli indirizzi, in particolare nel caso della loro trasmissione a terzi, sono dunque state prese in considerazione. Le persone interessate potranno ora decidere senza temere ripercussioni finanziarie di non dare la loro autorizzazione alla trasmissione dei dati relativi al proprio indirizzo.

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