Consegna dell’originale della cartella clinica

In virtù della legge federale sulla protezione dei dati (LPD), il paziente ha il diritto di ricevere dal medico curante una copia o uno stampato della documentazione contenuta nella propria cartella clinica. Tuttavia, dalla LPD non è desumibile un diritto alla consegna dell’originale di tale documentazione.

Nell'anno in rassegna ci siamo nuovamente occupati di una questione controversa dal punto di vista giuridico, ovvero la consegna, da parte del medico, della documentazione originale contenuta nella cartella clinica. Il dibattito è scaturito in seguito alla richiesta fatta da uno psichiatra attivo nel Cantone di Zurigo a cui un paziente aveva chiesto in consegna la documentazione originale contenuta nella propria cartella clinica tramite richiesta di accesso alle informazioni, come previsto dall'articolo 8 LPD. Lo psichiatra si è rivolto al servizio del medico cantonale del Cantone di Zurigo per chiedere delucidazioni in merito. Secondo la risposta data dal servizio, la disposizione applicabile della legge sulla salute del Cantone di Zurigo è una norma vincolante di diritto pubblico che obbliga il personale sanitario a conservare i documenti originali per un periodo di dieci anni.

Lo psichiatra ci ha fatto pervenire questa risposta chiedendoci di esprimere una valutazione in merito. Dopo uno scambio di informazioni con il servizio del medico cantonale abbiamo effettivamente constatato che le disposizioni determinanti del Cantone di Zurigo obbligano il personale sanitario a conservare i documenti originali rilevanti ai fini delle cure per un periodo di dieci anni. In ragione della natura vincolante della disposizione di diritto pubblico, siamo giunti alla conclusione che il professionista sanitario non può essere esonerato da tale obbligo di conservazione dei dati in virtù di un accordo individuale con il paziente. Di conseguenza, la consegna della documentazione originale contenuta nella cartella clinica è esclusa per tutta la durata dell'obbligo legale di conservazione dei dati.

Le discussioni ci hanno indotto a concretizzare la nostra posizione in merito. Rileviamo che dal diritto d'accesso previsto dall'articolo 8 LPD non è desumibile un diritto alla consegna della documentazione originale contenuta nella cartella clinica. Di norma si consegna infatti una copia o uno stampato. Non spetta a noi valutare se sussiste un diritto contrattuale alla consegna della documentazione originale e se questo diritto può essere fatto valere nel Cantone in questione. È ammessa, invece, la consultazione sul posto della documentazione, previo consenso del paziente.

Se il medico teme l'insorgere di un cosiddetto «danno da informazione» ha il diritto di trasmettere la copia o lo stampato della cartella clinica a un medico designato dal paziente. Quest'ultimo assiste il paziente durante la consultazione della documentazione e lo protegge da eventuali danni. Riteniamo che questa procedura rappresenti comunque un'eccezione, dal momento che il paziente, in virtù dell'obbligo d'informazione da parte dei medici, generalmente dovrebbe essere ben informato sul proprio stato di salute per tutta la durata delle cure; oltretutto, oggigiorno il paziente può ottenere spiegazioni sul significato di concetti specialistici in modo semplice e rapido. Di norma, la copia della cartella clinica deve essere consegnata al paziente a titolo gratuito; solo se la sua produzione comporta un notevole impiego di risorse o se il paziente ne ha già fatto richiesta nell'arco degli ultimi dodici mesi, il medico può esigere una partecipazione ai costi, il cui importo non può tuttavia superare i 300 franchi.

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