Consultazione in vista dello scambio automatico di informazioni fiscali

In seguito all’introduzione del nuovo standard OCSE per lo scambio automatico delle informazioni fiscali siamo stati invitati a partecipare ad alcuni gruppi di lavoro istituiti dalla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI). Abbiamo colto l’occasione per sottoporre all’attenzione della SFI importanti questioni inerenti ai diritti della personalità.

Nell'anno in rassegna hanno avuto luogo diverse tavole rotonde, in particolare per preparare la legge d'esecuzione che disciplina lo scambio automatico di informazioni fiscali. Il programma si prefigge obiettivi ambiziosi: la Confederazione desidera raccogliere dati già nel 2017 e avviare scambi con gli Stati partner dal 2018. Fino ad allora l'accordo e la legge d'esecuzione dovrebbero essere entrati in vigore; altrimenti, in mancanza di una base legale, gli scambi non potranno iniziare.

Nel quadro di questi lavori, la questione della protezione dei dati si trova al centro delle discussioni. Prima e durante la consultazione degli uffici abbiamo potuto esprimerci su diversi punti importanti. Una delle obiezioni sollevate riguarda in particolare il progetto di utilizzare il numero AVS come numero d'identificazione fiscale (NIF), da trattare anche all'estero. Non solo un tale utilizzo del numero d'assicurazione sociale sarebbe in contrasto con il suo scopo originario, ma comporterebbe anche maggiori rischi per la protezione dei dati. Pertanto abbiamo reso la SFI partecipe delle nostre riflessioni: l'utilizzo del numero AVS al di fuori delle assicurazioni sociali consentirebbe un illecito accoppiamento di dati tramite mezzi tecnici. Nel caso specifico si pensa all'interconnessione di banche dati tramite algoritmi sempre più efficaci. Un numero d'identificazione universale come il numero AVS può solo semplificare l'interconnessione, rendendo possibili la creazione di profili della personalità, furti d'identità ecc. Per questa ragione ci siamo espressi a favore dell'elaborazione di un numero ad hoc, ossia un NIF indipendente dal numero AVS, sull'esempio di diversi Stati europei che dispongono già di un numero ad hoc per il settore fiscale.

A seguito delle nostre osservazioni e dei commenti dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha deciso di rinunciare all'utilizzo del numero AVS nell'ambito dello scambio di informazioni automatiche. Inoltre siamo stati intransigenti per quanto riguarda l'osservanza dei principi di trasparenza e buona fede nel contesto della procedura di scambio automatico delle informazioni e abbiamo preteso che fossero presi in considerazione i principi fondamentali di protezione dei dati. Questi principi sono stati tematizzati nel parere del comitato consultivo della Convenzione per la protezione delle persone in relazione all'elaborazione automatica dei dati a carattere personale del Consiglio d'Europa del 4 giugno 2014. Il documento è stato menzionato anche dal gruppo di lavoro «Articolo 29» nella sua lettera del 18 settembre 2014 all'attenzione dell'OCSE, in cui in sostanza viene chiesto che nell'applicazione della procedura di scambio automatico siano considerati e attuati i principi della protezione dei dati, alla luce del diritto interno di ogni Paese.

Il nostro impegno in questo progetto si basa sul rispetto dei diritti fondamentali di ogni individuo. Per questa ragione faremo il possibile affinché le persone coinvolte da una dichiarazione siano in ogni caso sentite e che i loro diritti fondati sulla legge sulla protezione dei dati siano fatti valere tempestivamente, ossia prima che subiscano un danno per esempio a causa della trasmissione di dati errati all'estero.

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