Revisione del diritto del registro di commercio

Anche nel rapporto d’attività di quest’anno ci siamo espressi in merito alla revisione del diritto del registro di commercio. Abbiamo nuovamente manifestato le nostre perplessità riguardo all’utilizzo del numero d’assicurato AVS e alla rinuncia a introdurre un diritto all’oblio. In caso di richiesta di consultazione di documenti, gli uffici del registro di commercio saranno autorizzati a esigere il pagamento di un contributo, una barriera finanziaria volta a evitare un eccesso di consultazioni.

Negli ultimi due rapporti d'attività abbiamo informato sugli aspetti della revisione del diritto del registro di commercio relativi alla protezione dei dati (cfr. i rapporti d'attività 2012/2012 e 2013/2014, n. 1.8.4, in tedesco). Anche nell'anno in rassegna abbiamo avuto l'occasione di esprimerci in merito alla questione. È ancora possibile confrontare i dati personali generati al momento dell'iscrizione in un registro di commercio tramite la banca dati UPI, presso l'Ufficio centrale di compensazione (UCC). Nell'ambito di questa banca dati, l'UCC si occupa della gestione dei dati personali correlati al numero AVS. Il confronto è volto a migliorare la qualità dei dati presenti nel registro di commercio: ad esempio, saranno individuate e raggruppate le voci relative alla stessa persona che ricorrono più volte. Nel progetto attuale il numero dei servizi che possono accedere al numero d'assicurato AVS è limitato.

Come previsto anche dalla legge, il numero AVS non è accessibile pubblicamente. In aggiunta verrà creato un identificatore settoriale per le persone fisiche non riconducibile al numero AVS. In futuro, per la consultazione dei documenti contenenti in parte dati personali degni di particolare protezione, gli uffici del registro di commercio potranno esigere il pagamento di un contributo. Si tratta di una barriera finanziaria volta a limitare la consultazione dei documenti, che ha anche il pregio di rendere necessaria l'identificazione dei richiedenti per eseguire il processo di pagamento, permettendo così di evitare consultazioni illecite.

Nel nostro parere abbiamo richiamato l'attenzione dell'Ufficio federale del registro di commercio (UFRC) sulla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea concernente il diritto all'oblio. Nella sentenza datata 13 maggio 2014 la Corte aveva stabilito che i gestori dei motori di ricerca sono considerati responsabili del trattamento dei dati personali che compaiono sui siti proposti tra i risultati di ricerca. Ne consegue che, su richiesta dell'interessato e in presenza di determinate condizioni, i gestori dei motori di ricerca sono tenuti a sopprimere determinati link dall'elenco dei risultati.

Inizialmente si era previsto di inserire il diritto all'oblio nella revisione della legge; tuttavia, a causa di un mancato interesse da parte dei partecipanti alla procedura di consultazione, la proposta è stata abbandonata. Secondo l'UFRC, la decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea non concerne la piattaforma www.zefix.ch perché si applica ai gestori dei motori di ricerca e la piattaforma www.zefix.ch non è indicizzata dai motori di ricerca. L'UFRC ha preso in considerazione alcune nostre richieste, il che ha consentito di rafforzare la protezione della personalità.

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/22--rapporto-d-attivita-2014-2015/revisione-del-diritto-del-registro-di-commercio.html