Vendita forzata di dati dei pazienti nell’ambito di una procedura fallimentare

Un ufficio dei fallimenti non è autorizzato a vendere dati dei pazienti al medico che assume la gestione di un ambulatorio senza aver prima consultato i pazienti coinvolti: il loro consenso è infatti un presupposto necessario per la trasmissione dei dati.

Nell'anno in rassegna, il caso di un ufficio cantonale dei fallimenti ci ha confermato che i dati dei pazienti hanno un valore di mercato. L'ufficio aveva preso in considerazione la possibilità di una vendita forzata dei dati clinici dei pazienti di un odontoiatra e i dossier correlati a un potenziale successore dello studio medico, senza tuttavia informare prima i diretti interessati. L'ufficio ci ha contattati chiedendoci di valutare la fattibilità di questo progetto, consapevole che l'IFPDT non è competente per il caso in questione: l'ufficio dei fallimenti è infatti un sevizio cantonale ed è pertanto soggetto al controllo dell'incaricato cantonale della protezione dei dati. Abbiamo riferito all'ufficio che la vendita forzata degli atti dei pazienti e dei dossier correlati non può avvenire senza aver prima consultato le persone direttamente coinvolte.

Nella legge federale sulla protezione dei dati (LPD), i dati personali concernenti la salute sono considerati come degni di particolare protezione. Quando il trattamento dei dati personali è subordinato al consenso della persona interessata, il consenso è valido soltanto se espresso in modo esplicito, liberamente e dopo debita informazione (art. 4 cpv. 5 LPD). Va sottolineato altresì che il dentista in questione è tenuto all'obbligo di conservazione della documentazione dei pazienti previsto dalla legislazione cantonale, valido anche al di là dell'esercizio dello studio medico.

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/22--rapporto-d-attivita-2014-2015/vendita-forzata-di-dati-dei-pazienti-nellambito-di-una-procedura.html