Nel disegno di legge sulla modernizzazione del registro di commercio non è previsto il «diritto all'oblio». Alla luce dei risultati della procedura di consultazione, l'Ufficio federale del registro di commercio ritiene che non vi sia necessità di disciplinare con disposizioni speciali la pubblicazione di dati in Internet. Ci rammarichiamo per questa decisione.

Nel nostro 20° rapporto d'attività 2012/2013  ci siamo pronunciati sulle pianificate modifiche del registro di commercio (n. 1.8.4, in tedesco). In particolare rilevavamo con piacere il fatto che l'Ufficio federale del registro di commercio (UFRC) avesse previsto nell'avamprogetto posto in consultazione un diritto all'oblio adeguato al registro di commercio. La procedura di consultazione è stata conclusa nell'anno in rassegna.

Alla luce dei risultati della procedura di consultazione l'UFRC non intende più esaminare ulteriormente la possibilità di vietare la libera consultazione dei dati del registro di commercio su Internet allo scadere di un determinato periodo. Cinque partecipanti alla consultazione si sarebbero infatti pronunciati contro l'emanazione di disposizioni speciali per la pubblicazione in Internet. Non possiamo condividere questa argomentazione. A nostro avviso, occorre distinguere tra la tenuta fisica dei dati nei registri di commercio e le modalità di pubblicazione del contenuto.

In diverse sedute e prese di posizione abbiamo attirato l'attenzione dell'UFRC sul problema della pubblicazione di dati del registro di commercio accessibili in Internet illimitatamente nel tempo. Il problema è diventato ancora più acuto da quando certi registri di commercio si sono messi anche a pubblicare retroattivamente i giustificativi tali e quali. Per esempio, gli indirizzi privati di consiglieri d'amministrazione, gli estratti dei verbali - che possono anche contenere dati personali degni di particolare protezione - numeri di passaporto e di carta d'identità diventano oramai accessibili al grande pubblico.

Deploriamo vivamente l'approccio dell'UFRC, tanto più che il problema è aggravato dalle pratiche delle agenzie d'informazioni private. Nel presente rapporto d'attività (in tedesco) illustriamo anche la problematica della pubblicazione dei dati dello stato civile in Internet (n. 1.2.10).

È inoltre previsto il ricorso al numero di assicurato AVS come identificatore nel registro di commercio. Anche se il numero sarà visibile soltanto internamente all'amministrazione, questo suo ulteriore impiego è problematico sotto il profilo della protezione dei dati (cfr. n 1.5.3 del presente rapporto d'attività, in tedesco).

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/23--rapporto-d-attivita-2015-2016/projekt-mars-des-bundesamtes-fuer-statistik-und-des-bundesamtes-.html