Armonizzazione dei registri ufficiali di persone e utilizzo del nuovo numero di assicurato AVS come identificatore delle persone

Il nuovo numero di assicurato AVS sarà utilizzato come numero dell’assicurazione sociale e come identificatore amministrativo delle persone nei registri armonizzati. Così ha deciso il Parlamento. Questo numero dovrà essere utilizzato in modo sistematico anche dai Cantoni.

L’Ufficio federale di statistica (UFS) ha già elaborato diversi progetti relativi all’identificatore delle persone, che ogni volta sono stati sottoposti a consultazione (cfr. il 13° rapporto d'attività 2005/2006, n. 1.2.1). Il Parlamento ha ora deciso: la legge federale sull’armonizzazione dei registri degli abitanti e di altri registri ufficiali di persone (LArRa) e la revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) prevedono che il nuovo numero di assicurato AVS sia utilizzato come numero dell’assicurazione sociale, ma anche come numero d’identificazione personale a fini amministrativi. Le leggi sono state adottate il 23 giugno 2006.

Nel quadro delle consultazioni degli uffici e in occasione delle sedute parlamentari relative ai progetti di legge, abbiamo preso posizione e proposto una soluzione alternativa. La nostra scelta è stata guidata dalle seguenti considerazioni:

il fatto di mescolare le esigenze della statistica con quelle dell’amministrazione è particolarmente problematico dal punto di vista della protezione della personalità. La statistica ha bisogno di dati pseudonimizzati provenienti dal maggior numero possibile di fonti, cioè di registri, l’amministrazione, invece, di dati personali possibilmente precisi. L’introduzione dello stesso numero di identificazione delle persone per tutti i registri (sotto forma del nuovo numero di assicurato AVS) facilita la possibilità di stabilire relazioni tra dati personali provenienti da diversi registri. In tal modo, le persone interessate non possono più sapere quali trattamenti sono effettivamente fatti con i loro dati.

Il modello austriaco (consultabile sul sito http://www.cio.gv.at/egovernment/umbrella/) utilizza numeri di identificazione specifici per settore generati da un numero di base criptato. Un modello di questo genere presenterebbe indubbiamente vantaggi per un futuro governo elettronico svizzero. Per tale motivo riteniamo che occorra un’infrastruttura tecnica che permetta di separare chiaramente le esigenze della statistica e quelle dell’amministrazione e garantisca al tempo stesso che uno scambio di dati non previsto all’interno dell’amministrazione possa essere escluso anche tecnicamente. Abbiamo presentato e spiegato il modello austriaco ai parlamentari mentre lavoravano alla LArRa e alla LAVS, ma purtroppo la soluzione non è stata adottata per la Svizzera.

Dato che le leggi sono state adottate, si tratta ora di elaborare le disposizioni di esecuzione e di realizzare l’armonizzazione dei registri nei Cantoni. In questo contesto, il Cantone di Berna è stato il precursore: il Gran Consiglio ha adottato la legge sull’armonizzazione dei registri ufficiali il 28 novembre. All’articolo 9, questa legge prevede l’uso sistematico del numero di assicurato AVS secondo la LAVS.

Dato che anche altri Cantoni hanno già presentato o presenteranno progetti di legge per un’armonizzazione dei registri, abbiamo pubblicato, in collaborazione con «privatim – gli incaricati svizzeri (cantonali e comunali) della protezione dei dati» una presa di posizione sull’utilizzo da parte dei Cantoni del numero di assicurato AVS. Dal punto di vista della protezione dei dati, l’uso da parte dei Cantoni di tale numero come identificatore generale delle persone deve essere legittimato democraticamente con un accurato lavoro legislativo. Una legge che consente l'uso generalizzato per tutte le questioni amministrative cantonali del numero di assicurato AVS è infatti inammissibile. L'estensione del campo d'applicazione di questo numero per farlo diventare universale presenta notevoli rischi per la sfera privata dei cittadini a causa della possibilità di stabilire relazioni indesiderate tra i dati. Anche l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali si è pronunciato in tal senso. Già nel dicembre 2002, avevamo chiesto al professor Giovanni Biaggini una perizia sul tema: «un identificatore della persona alla luce della protezione della personalità secondo il diritto costituzionale (art. 13 Cost.)». Il rapporto di perizia (unicamente in tedesco) e le prese di posizione possono essere consultati sul nostro sito:

Ulteriori informazioni

Ultima modifica 02.07.2007

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