Impiego di apparecchi di sorveglianza al confine svizzero

L’ordinanza sull’impiego di telecamere, videoregistratori e altri apparecchi di sorveglianza da parte dell’Amministrazione federale delle dogane, entrata in vigore nel maggio 2007, contiene disposizioni esecutive dettagliate per l’impiego di apparecchi di sorveglianza al confine svizzero. Essa definisce gli apparecchi autorizzati e il loro campo di applicazione, disciplinando le responsabilità e la durata di conservazione delle registrazioni.

Per la terza volta consecutiva ci siamo occupati di apparecchi di sorveglianza (come droni o elicotteri con sistemi a raggi infrarossi) al confine svizzero (cfr. n. 2.2.1 del 13° rapporto di attività 2005/2006 e n. 1.2.2 del 14° rapporto di attività 2006/2007). Il disegno di ordinanza sull’impiego di telecamere, videoregistratori e altri apparecchi di sorveglianza da parte dell’Amministrazione federale delle dogane, sottoposto dalla stessa alla consultazione degli uffici, ha richiesto numerosi miglioramenti dal punto di vista della protezione dei dati.

Ci siamo per esempio opposti alla definizione, troppo generica, secondo la quale gli apparecchi autorizzati «possono captare e registrare segnali visuali statici o in movimento e segnali acustici». Per motivi di trasparenza e di proporzionalità abbiamo richiesto una definizione chiara e completa di tutti gli apparecchi che possono essere impiegati per la sorveglianza (p. es. macchine fotografiche, apparecchi ad immagine termica, sensori di movimento, radiolocalizzazione goniometrica). Abbiamo inoltre chiesto che l’ordinanza definisse chiaramente il campo di applicazione di ciascun apparecchio di sorveglianza e precisasse in modo definitivo gli scopi del suo utilizzo. Ci siamo inoltre opposti a una durata di conservazione delle registrazioni di tre mesi, ottenendo dall’Amministrazione federale delle dogane che, in linea di principio, le registrazioni siano cancellate dopo un mese.

Abbiamo anche proposto l’introduzione di una disposizione che stabilisca due importanti principi relativi all’impiego degli apparecchi summenzionati. In primo luogo, l’impiego di apparecchi mobili deve essere limitato nel tempo. In secondo luogo, con riferimento all’obbligo di informazione, sancito dalla versione riveduta della legge sulla protezione dei dati, l’impiego degli apparecchi deve essere segnalato al pubblico mediante misure adeguate (p. es. mediante cartelli segnaletici o preavvisi su Internet o nei media locali). Tale segnalazione può essere tralasciata solo qualora essa dovesse pregiudicare lo scopo dell’impiego di tali apparecchi.

L’Amministrazione delle dogane ha accolto la maggioranza delle nostre proposte, adeguando di conseguenza le disposizioni dell’ordinanza. Non ha però accettato la richiesta di indicare nell’ordinanza le zone in cui vietare assolutamente la sorveglianza (p. es. aree densamente popolate o l’interno del Paese). Tale richiesta si basava su un parere del Consiglio federale in merito alla mozione 05.3804, nel quale esso si opponeva chiaramente all’impiego di droni in queste due zone. Ci dispiace che questa richiesta non abbia avuto seguito, soprattutto perché l’ordinanza, ora, autorizza non più soltanto l’impiego di droni, ma anche di numerosi altri apparecchi di sorveglianza.

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Ultima modifica 30.06.2008

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