Legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione

Il Consiglio nazionale ha approvato il disegno di legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione. Non sono state tenute in considerazione, però, le proposte da noi presentate in merito a numerosi punti del disegno. Per quanto riguarda la questione particolare del cosiddetto diritto di accesso «indiretto», la regolamentazione adottata è stata proposta dal Dipartimento federale di giustizia e polizia e dall’Ufficio federale di polizia. Questa regolamentazione rappresenta un miglioramento rispetto alla situazione attuale, che non è conforme all’articolo 13 della Costituzione federale e agli articoli 8 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in cui viene sancita la protezione della sfera privata. Tuttavia, non ci soddisfa il fatto che l’informazione della persona interessata sia automaticamente differita di tre anni, se non vengono trattati dati che la concernono.

Nel nostro 14° rapporto d’attività 2006/2007 (n. 1.3.7) abbiamo menzionato una serie di osservazioni sul disegno di legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione. Ci siamo in primo luogo rammaricati per il mantenimento del sistema del cosiddetto diritto di accesso «indiretto». Abbiamo criticato anche il fatto che un’informazione a posteriori delle persone interessate è prevista solo se i dati sono stati raccolti direttamente (e a loro insaputa) dalla Polizia giudiziaria federale. Abbiamo inoltre espresso dubbi in relazione all’accesso online da parte della Commissione federale delle case da gioco al sistema informatizzato di ricerca di polizia nonché all’accesso dell’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro al sistema per il trattamento dei dati concernenti la protezione dello Stato (ISIS). Infine, ci siamo opposti alla menzione nel registro nazionale di polizia del motivo dell’iscrizione inerente a una persona oggetto di un trattamento segnaletico nonché della designazione del sistema d’informazione o del tipo di sistema da cui provengono i dati. Dopo aver esaminato il disegno di legge, il Consiglio nazionale ha approvato un testo che non tiene conto delle nostre considerazioni.

Nell’ambito dei lavori della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, è stata elaborata una nuova regolamentazione concernente l’accesso, da parte delle persone interessate, ai dati contenuti nel sistema d’informazione relativo ai delitti federali. Attualmente, questi dati sono trattati nella banca dati JANUS della Polizia giudiziaria federale. Il nuovo regolamento è stato proposto dal Dipartimento federale di giustizia e polizia e dall’Ufficio federale di polizia (fedpol). Una persona può chiedere se la Polizia giudiziaria federale tratta dati che la riguardano nel citato sistema d’informazione. La fedpol differisce tale informazione, se i dati trattati sono legati a interessi preponderanti per il perseguimento penale che impongono il mantenimento del segreto. L’informazione viene rinviata anche se i dati relativi alla persona non sono oggetto di trattamento. La fedpol comunica al richiedente il differimento dell’informazione. Lo avvisa, inoltre, che ha il diritto di chiedere all’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) di verificare se i dati che lo riguardano sono trattati conformemente alla legge e se gli interessi preponderanti legati al mantenimento del segreto giustificano il rinvio. Su richiesta della persona interessata, l’IFPDT esegue la verifica. Comunica poi al richiedente che nessun dato su di lui è trattato illegalmente o che, in caso di errori nel trattamento dei dati o inerenti al differimento dell’informazione, ha rivolto alla fedpol una raccomandazione di emendamento. L’Incaricato informa la persona interessata anche sulla possibilità di chiedere al Tribunale amministrativo federale (TAF) di esaminare questa comunicazione o l’esecuzione della raccomandazione emessa. Su domanda del richiedente, il TAF effettua la verifica e gli comunica che l’ha eseguita nel senso richiesto. In caso di errori nel trattamento dei dati o inerenti al differimento dell’informazione, il TAF indirizza alla fedpol una decisione con la richiesta di rimediarvi. Si attua la stessa procedura qualora non venga dato seguito alla raccomandazione dell’IFPDT, che può fare ricorso al Tribunale federale contro questa decisione. Le comunicazioni di cui sopra sono sempre formulate in modo identico e non motivate. Non possono essere impugnate. Non appena vengono meno gli interessi legati al mantenimento del segreto, ma al più tardi dopo la scadenza della durata di conservazione dei dati, la fedpol comunica alla persona interessata le informazioni richieste, purché questo non implichi un impegno eccessivo. Le persone, i cui dati non sono stati trattati, vengono informate al riguardo dalla fedpol tre anni dopo la registrazione della richiesta. Se una persona rende verosimile che un differimento dell’informazione la possa ledere gravemente e in modo irreparabile, l’IFPDT può raccomandare che, in via eccezionale, la fedpol fornisca subito l’informazione, purché ciò non comporti una minaccia alla sicurezza interna o esterna.

Questa nuova regolamentazione rappresenta un miglioramento rispetto alla situazione attuale, che non è conforme all’articolo 13 della Costituzione federale e agli articoli 8 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in cui viene sancita la protezione della sfera privata. Tuttavia, non ci soddisfa il fatto che l’informazione della persona interessata sia automaticamente differita di tre anni, se non vengono trattati dati che la concernono. Nella maggior parte dei casi non sussiste alcun rischio particolare per la sicurezza interna o esterna, se l’informazione su questa situazione viene fornita immediatamente. Se dovesse essere introdotto un termine generale, questo non dovrebbe superare i sei mesi. Il progetto è attualmente trattato dal Consiglio degli Stati.

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