Pubblicazione di dati del registro di commercio effettuata da privati

Chiunque intenda partecipare alla vita economica quale impresa individuale, società di persone o persona giuridica dev’essere iscritto nel registro di commercio; l’iscrizione deve riportare il nome, in esteso, dei suoi organi rappresentativi. Questi dati completi vengono pubblicati su Internet, da dove possono essere ripresi integralmente da uffici privati d’informazioni economiche. Questi arricchiscono i dati con informazioni ulteriori, ne modificano la struttura e ripubblicano in Internet il prodotto del proprio lavoro. Ciò costituisce un problema non solo perché i dati, a partire da un certo momento, potrebbero non essere più attuali, ma perché, per principio, gli uffici d’informazioni economiche non devono andare oltre il trattamento dei dati effettuato da un ente statale.

I siti web degli uffici d’informazioni economiche sono consultati con grande frequenza. Ne consegue che spesso una ricerca effettuata su Internet a partire dal nome di una persona fisica conduca alla pubblicità per un determinato ufficio d’informazioni. Molti ne sono contrariati. Contestano il fatto che vengano fornite informazioni su questioni che hanno perso attualità oppure criticano, per una questione di principio, la riproduzione di dati contenuti nel registro di commercio. In entrambi i casi, può essere invocato un diritto di cancellazione di dati nei confronti di uffici privati d’informazioni economiche. Tuttavia molti di essi non accettano di conformarsi a tale diritto.

La maggior parte delle contestazioni che ci sono state sottoposte concerne uno specifico ufficio d’informazioni economiche. Abbiamo quindi rivolto una raccomandazione a detta impresa, il cui contenuto principale era quello di garantire, in futuro, il diritto di cancellazione alle persone chiamate in causa. Al di là di questa esigenza, abbiamo osservato che il trattamento dei dati va modificato anche in numerosi altri punti: in determinate circostanze, legate all’attualità dei dati, sussiste un obbligo di cancellazione dei dati anche in assenza di una specifica richiesta.

L’ufficio d’informazioni economiche in questione ha respinto la nostra raccomandazione in tutte le sue parti. Abbiamo pertanto sottoposto per verifica il caso al Tribunale amministrativo federale, il quale, a seguito della revisione della procedura federale di opposizione e ricorso, è competente per le azioni promosse dall’IFPDT.

Con sentenza del 26 febbraio 2008, il Tribunale amministrativo federale ha respinto la nostra azione; pur tuttavia ha chiarito numerose questioni e creato certezza giuridica per le persone coinvolte. Complessivamente, il Tribunale arriva alla conclusione che l’interesse alla diffusione pubblica delle informazioni contenute nel registro di commercio sussiste illimitatamente nel tempo e indipendentemente dal fatto che la fonte d’informazione sia pubblica o privata, fintanto che il contenuto dei dati non venga modificato. Ne abbiamo preso atto. Siamo tuttavia del parere che i dati del registro di commercio che abbiano perduto significato giuridico e reale non debbano nemmeno più essere pubblicamente accessibili in Internet e che l’interesse delle persone chiamate in causa debba prevalere sull’interesse pubblico alla diffusione delle informazioni contenute nel registro di commercio.

Per questa ragione, l’IFPDT continuerà a occuparsi di questa problematica e proporrà, se del caso mediante una revisione della legge, le condizioni necessarie per vietare la diffusione di informazioni contenute nel registro di commercio per le quali non sussiste un interesse alla pubblica diffusione. Nelle presenti circostanze, abbiamo rinunciato a ricorrere al Tribunale federale (cfr. anche il n. 1.8.1).

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Ultima modifica 30.06.2008

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