Diritto d’accesso diretto nel settore della sicurezza interna (LMSI)

Nel quadro della modifica della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna il Parlamento ha deciso di sostituire il diritto indiretto di essere informati con un diritto diretto, paragonabile a quello in vigore per i sistemi di informazione JANUS e GEWA. Per quel che riguarda gli altri punti da noi criticati, il Parlamento ha seguito la proposta del Consiglio federale.

A dicembre 2011 il Parlamento ha adottato la modifica della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI). Contrariamente al progetto del Consiglio federale che prevedeva il diritto diretto di essere informati in applicazione agli articoli 8 e 9 della legge federale sulla protezione dei dati (LPD), il Parlamento, dopo l'appianamento delle divergenze tra le due Camere, ha deciso di istituire un diritto diretto di essere informati fondato in larga parte sulle disposizioni analoghe valide per i sistemi di informazione JANUS e GEWA, come previsto nella legge federale sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione (LSIP).

Nel quadro di queste nuove disposizioni, le domande di accesso devono essere ora inoltrate al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) il quale può rimandare la sua risposta in tre casi: 

  • quando i dati trattati che riguardano il richiedente sono connessi a interessi preponderanti che esigono la segretezza, in particolare nel contesto dell'individuazione precoce di minacce terroristiche da sventare, dello spionaggio, dell'estremismo violento, dei preparativi per il commercio illecito di armi e materiali radioattivi nonché il trasferimento illegale di tecnologia e nell'ambito di un perseguimento penale o di un'altra procedura istruttoria,
  • quando lo esigono gli interessi preponderanti di una terza persona, 
  • quando non sono trattati dati concernenti il richiedente.

In questi tre casi il SIC comunica al richiedente il rinvio dell'informazione notificandogli il diritto di chiederci di esaminare se l'elaborazione dei dati è lecita e il rinvio giustificato. Da parte nostra, ci occupiamo di svolgere gli esami richiesti e comunichiamo al richiedente che nessun dato che lo concerne è trattato in modo illecito oppure, se abbiamo riscontrato errori nel trattamento dei dati o nel rinvio dell'informazione, che abbiamo indirizzato al SIC una raccomandazione. Inoltre informiamo il richiedente che può domandare al Tribunale amministrativo federale (TAF) di verificare tale comunicazione o l'esecuzione della raccomandazione. Su domanda del richiedente, il TAF effettua la verifica e gli comunica che la stessa ha avuto luogo. Se riscontra errori, invia al SIC una decisione in cui dispone che tali errori vengano corretti. Appena viene meno l'interesse al mantenimento del segreto, ma al più tardi allo scadere della durata di conservazione dei dati, il SIC fornisce le informazioni al richiedente. Le persone i cui dati non sono stati registrati ne sono informate dal SIC entro tre anni dopo la ricezione della loro richiesta. In via eccezionale possiamo raccomandare che il SIC fornisca immediatamente le informazioni richieste, se e nella misura in cui ciò non pregiudica la sicurezza interna o esterna. L'applicazione pratica di questa nuova regolamentazione deve essere precisata.

Per quel che riguarda l'introduzione nella LMSI delle disposizioni contenute nell'ordinanza concernente l'estensione degli obblighi di informazione e del diritto di comunicazione di autorità, servizi e organizzazioni a tutela della sicurezza interna ed esterna, il Parlamento non ha tenuto conto delle nostre osservazioni (cfr. il nostro 18° rapporto di attività 2010/2011, n. 1.4.6).

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/vecchi-rapporti/19--rapporto-d-attivita-2011-2012/diritto-d_accesso-diretto-nel-settore-della-sicurezza-interna--l.html