Principio di trasparenza

Nel 2011 il numero delle domande di accesso è quasi raddoppiato rispetto a quello dell’anno precedente. Invece, la percentuale degli accessi accordati e di quelli negati è rimasta invariata. Inoltre constatiamo un aumento significativo degli emolumenti chiesti dalle autorità. Nel complesso sono state inoltrate 65 domande di conciliazione, anche in questo caso il doppio di quelle dell’anno precedente. Il maggior numero di domande è stato inoltrato da giornalisti.

Secondo le cifre che ci sono state fornite, nel 2011 le autorità federali hanno ricevuto in tutto 466 domande di accesso. In 203 casi hanno accordato l'accesso completo, in 128 uno parziale. In 126 casi l'accesso ai documenti è stato negato del tutto. A paragone dell'anno precedente, si constata che le cifre sono raddoppiate sia perché probabilmente la legge sulla trasparenza è sempre meglio conosciuta, in particolare tra i giornalisti, e dunque le domande di accesso sono più frequenti, sia perché presumibilmente nei cinque anni dall'entrata in vigore della legge è aumentata la sensibilità delle autorità che hanno iniziato a rilevare in modo sistematico le domande di accesso. L'UFSP ha comunicato il numero maggiore di domande (33), seguito dall'IFSN e dall'UFAM (22 ciascuno); nel caso dell'IFSN si deve presumere un collegamento diretto con la catastrofe di Fukushima. I Servizi del Parlamento hanno notificato per il 2011 una domanda di accesso, accolta per intero, e il Ministero pubblico della Confederazione ha accordato l'accesso completo in due casi e l'ha rifiutato in un altro.

Nel 2011 è continuata la tendenza già constatata l'anno precedente che vede le autorità sfruttare maggiormente la possibilità prevista nella legge sulla trasparenza di riscuotere emolumenti. Secondo le cifre sottoposteci, undici uffici hanno fatturato un totale di 13 140.- franchi, cifra che corrisponde ad un significativo aumento di circa 10 000 franchi.

Per quel che riguarda il tempo necessario al disbrigo delle domande di accesso, le autorità non sono tenute a rilevarlo; inoltre non esistono indicazioni valide per tutta l'Amministrazione federale in merito ad un rilevamento unitario. Le indicazioni forniteci su base volontaria sono dunque solo in parte significative, anche se indicano un nuovo aumento del tempo investito. Lo stesso si può affermare per il tempo utilizzato nella partecipazione a procedure di conciliazione.

Sui 254 casi di accesso negato completamente o in parte, 65 sono domande di conciliazione inoltrateci, cioè quasi il 26 per cento, come nell'anno precedente. Nel complesso nell'anno in rassegna è stato possibile concludere 30 domande, parte delle quali in sospeso dall'anno precedente. In 15 casi su 17 nelle procedure concluse con una conciliazione o una raccomandazione è stata trovata una soluzione più favorevole per il richiedente (cioè la conciliazione o un accesso più ampio di quello concesso in precedenza dall'ufficio federale).

La revisione parziale dell'OTras entrata in vigore a luglio 2011 permette ora di prolungare in maniera adeguata il termine di svolgimento di procedure di conciliazione che richiedono un trattamento particolarmente dispendioso. Tuttavia, indipendentemente da ciò, i richiedenti devono ancora attendere più a lungo per lo svolgimento di questa procedura perché il numero di domande inoltrate nell'anno in rassegna è aumentato considerevolmente e il nostro ufficio continua a non disporre delle risorse sufficienti al loro trattamento.

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