Spiegazioni in merito alle procedure di riconoscimento vocale

Le imprese impiegano sempre più di frequente procedure di riconoscimento vocale atte a verificare l’identità dei propri clienti. Il ricorso a siffatte applicazioni è ammesso se le persone interessate, informate in modo trasparente, hanno dato il proprio consenso esplicito all’utilizzo della loro impronta vocale. I diritti di accesso devono altresì essere disciplinati chiaramente.

Le procedure di riconoscimento vocale e altri sistemi di riconoscimento biometrico possono tornare utili sia alle persone che li applicano, sia a quelle che vi sono sottoposte. Comportano però rischi notevoli quanto al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, essendo legati in modo indivisibile (permanente e unico) a una persona. Si deve in particolare rispettare il principio della proporzionalità. Ciò significa che i dati personali devono essere trattati con mezzi adeguati e necessari rispetto alle finalità del trattamento. Per garantire inoltre la sicurezza dei dati, il sistema deve essere protetto mediante misure tecniche e organizzative appropriate contro gli accessi abusivi.

Nell'utilizzare i sistemi di verifica biometrici nel settore del tempo libero, la memorizzazione centralizzata dei dati biometrici non è richiesta e perciò sproporzionata (v. «Controlli d'entrata biometrici in impianti dedicati al tempo libero» e «Impiego di sistemi di controllo dell'accesso negli impianti per il tempo libero»). In questo caso la persona da identificare è presente sul posto e può utilizzare un «token» (p. es. una smartcard) sul quale sono memorizzati i suoi dati biometrici.

Se è necessario memorizzare in modo centralizzato in una banca dati i criteri biometrici di riconoscimento della persona da identificare, deve esserci una motivazione sufficiente. Proprio quando ne va della tutela di dati riservati, come ad esempio nel settore delle telecomunicazioni o in quello bancario, per il ricorso a procedure biometriche atte a verificare l'identità della persona autorizzata sussistono interessi maggiori che, ad esempio, nel settore del tempo libero. Una memorizzazione centralizzata di dati biometrici è perciò possibile specialmente nelle applicazioni commerciali, dove l'autentificazione non avviene personalmente, bensì telefonicamente oppure online. I presupposti a tal fine sono che le persone interessate vengano in precedenza informate in maniera esaustiva, che si proponga loro un'alternativa al sistema di riconoscimento biometrico e che esse diano il proprio consenso esplicito e volontario al trattamento dei dati. I dati memorizzati in modo centralizzato possono inoltre essere utilizzati solamente per la verifica specifica e non possono essere trasmessi a terzi. Inoltre, l'archiviazione centralizzata comporta maggiori esigenze per la sicurezza dei dati.

(Stato: aprile 2017)

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