Spiegazioni concernenti la televisione digitale, l’ITV e l’IPTV

Nel mondo della TV si sono oggi imposte le due tecnologie della televisione digitale (DVB) e della televisione via internet (IPTV). Gli utenti possono così fruire di un’ampia scelta di programmi. La convergenza dei mezzi di comunicazione telefono, internet e televisione profilatasi negli ultimi anni apre nuove opportunità commerciali per gli operatori di telecomunicazioni e gli operatori mediatici. L’accesso a banda larga a internet mette a disposizione degli utenti e delle emittenti televisive un canale di ritorno che consente la gestione interattiva dei programmi televisivi.

La televisione digitale interattiva è il frutto essenzialmente di due sviluppi tecnologici: da un lato, l’ampliamento della banda larga di internet, che consente alla TV via internet di raggiungere la qualità DVB e dall’altro l’allacciamento internet in un numero sempre crescente di case, che consente alla televisione digitale di utilizzare un canale di ritorno a banda larga.

Televisione digitale con canale di ritorno a banda larga

Con il canale di ritorno di cui si dispone oggi è tecnicamente possibile stabilire un contatto diretto con il telespettatore, consentendogli in questo modo un accesso personalizzato ai programmi televisivi. Attraverso la modalità «video-on-demand», alcuni canali televisivi (soprattutto le pay-TV) offrono già oggi ai telespettatori la possibilità di comporre il proprio palinsesto scegliendo liberamente i film di proprio gradimento.

Si prevede inoltre che l’utente avrà la possibilità di richiamare informazioni supplementari durante la visione dei programmi televisivi: già oggi sarebbe ad esempio possibile visualizzare il curriculum vitae dell’attore che sta recitando nel film in onda oppure effettuare direttamente una prenotazione in un albergo che compare nel programma.

Il canale di ritorno consente inoltre agli operatori di reti via cavo di raccogliere informazioni sulle abitudini televisive e di riflesso sugli interessi degli utenti, per indirizzare loro offerte pubblicitarie personalizzate.

TV via internet in qualità DVB

Grazie alle connessioni a banda larga attualmente disponibili è possibile offrire su internet contenuti video di qualità sufficiente, ma non ancora ottimale. Sebbene alcuni siti come YouTube.com o peekvid.com contengano già oggi un’ampia gamma di contributi video, sono per ora poche le emittenti televisive che offrono la loro programmazione interamente su internet e questo per due motivi: innanzitutto perché non vi è per ora una domanda adeguata in tal senso e secondariamente perché in molti luoghi la banda larga non è ancora sufficientemente ampia per consentire la ricezione dei programmi in una qualità equivalente allo standard DVB.

I giornali online, ad esempio, sfruttano oggi le opportunità dell’IPTV per divulgare le notizie anche sotto forma di video-stream, oltre che attraverso gli articoli pubblicati sul sito internet, e per produrre trasmissioni di semplice fattura. Vi è poi tutta una serie di siti internet dove si possono scaricare online (home)video digitalizzati o film e sceneggiati televisivi a puntate.

Essendo internet da sempre un mezzo di comunicazione bilaterale che consente all’utente di interagire con l’operatore, esso si presta molto bene alla configurazione interattiva della programmazione televisiva. Inoltre, considerato che l’utente dispone già di un computer ed è abituato a comunicare attivamente usando il mouse o la tastiera, la fruizione di contenuti interattivi ne risulta agevolata. Al contrario, l’utente medio della TV digitale troverà piuttosto antipatica un’interazione intensa con l’apparecchio televisivo.

Le diverse possibilità di rilevare dati personali relativi al consumo televisivo dei singoli utenti sollevano, in termini di protezione dei dati, diverse questioni che vengono analizzate di seguito.

Rischi per i telespettatori

Grazie al canale di ritorno permanente e a banda larga, in futuro sarà possibile rilevare, ad insaputa dei telespettatori, dati relativi alle loro abitudini di consumo. Tuttavia, fintantoché i telespettatori non sapranno quali dati vengono raccolti su di essi e sul loro consumo televisivo, essi non saranno nemmeno in grado di capire quali dati vengono memorizzati dall’operatore di rete via cavo.

Questa problematica pone un rischio ben preciso, ovvero che sui singoli telespettatori o nuclei familiari venga elaborato un profilo di utente in grado di fornire informazioni dettagliate sui desideri e sulle propensioni dei singoli telespettatori. Potendosi trattare anche di dati personali altamente sensibili (ad es. informazioni riguardanti le inclinazioni sessuali di una persona), l’IFPDT ritiene che il telespettatore debba in ogni momento poter essere in grado di capire quando vengono rilevati dati personali e di impedirne il rilevamento qualora non lo desideri.

Simili rischi sussistono soprattutto con la televisione digitale dotata di canale di ritorno a banda larga, poiché attraverso la rete via cavo viene trasmessa una moltitudine di canali televisivi e l’operatore di rete via cavo può raccogliere dati sulle abitudini generali di consumo del telespettatore.

Anche con l’IPTV vi è la possibilità per gli operatori di rilevare le abitudini di consumo degli utenti. Dato però che non tutti i programmi provengono da una stessa fonte, il rischio che venga monitorato l’intero comportamento di consumo è notevolmente più ridotto.

Rischi per gli operatori di reti via cavo

Gli operatori di reti via cavo devono essere consapevoli che il rilevamento di dati personali richiede il consenso dei clienti, ad eccezione dei casi in cui sussistono interessi pubblici o privati preponderanti o basi giuridiche che prevedono esplicitamente il trattamento dei dati. Essi devono comunicare con trasparenza all’utente quali dati vengono elaborati, a che scopo, quando, dove e in che modo. Il telespettatore ha in linea di principio il diritto a che venga utilizzato solo un minimo di dati personali prestabiliti o determinabili e solo in vista dell’adempimento delle funzioni previste (ad es. per la fatturazione). Per i servizi supplementari devono invece essere usati dati anonimizzati o pseudonimizzati. La fruizione non monitorata della televisione deve in ogni caso essere consentita al telespettatore, senza che egli ne sia penalizzato.

Alcuni telespettatori potrebbero essere infastiditi in particolar modo da offerte pubblicitarie personalizzate confezionate sulla base del profilo corrispondente al collegamento via cavo, e ciò potrebbe indurli ad esporre reclamo.

Il rischio maggiore per gli operatori di reti via cavo risiede nella perdita sempre incombente di fiducia da parte del telespettatore in caso di eccessiva acquisizione di dati da parte dell’operatore. In futuro i telespettatori potrebbero dunque decidere di passare sempre più alla modalità di trasmissione satellitare (DVB-S), che non dispone di un canale di ritorno.

Rischi per i fornitori di servizi interattivi DVB

Anche i fornitori di servizi interattivi DVB sono tenuti a rispettare i principi della protezione dei dati e sono autorizzati a rilevare tra i loro utenti esclusivamente i dati personali strettamente indispensabili ai fini dell’erogazione dei loro servizi. In questo contesto possono rifarsi ampiamente alla prassi sulla protezione dei dati adottata finora nel commercio digitale.

Misure

Nella maggior parte dei casi l’erogazione di prodotti interattivi di TV via cavo non richiede il trattamento di dati personali in grado di fornire informazioni sulle abitudini di consumo del telespettatore. Potrebbe costituire un’eccezione ad esempio la fruizione di contributi televisivi in modalità pay-per-view, nel caso in cui il cliente richieda una fattura dettagliata individuale. Nella stragrande maggioranza dei casi il telespettatore deve pertanto fornire il proprio consenso al trattamento dei dati da parte degli operatori di reti via cavo o dei fornitori di servizi DVB.

Per garantire la sicurezza delle informazioni nella TV digitale, l’utilizzo di dati personali dovrebbe essere finalizzato, dal profilo tecnico e organizzativo, esclusivamente alla conclusione del contratto e alle prestazioni di servizio. In riferimento a queste ultime il cliente deve inoltre avere la possibilità di decidere liberamente quali dati personali relativi al proprio consumo televisivo possano essere memorizzati dall’operatore. Secondo l’IFPDT, il telespettatore dovrebbe per altro poter decidere da solo se ad esempio farsi inviare o meno un elenco dettagliato dei film che ha visto.

Per ora il singolo telespettatore non è in grado di adottare di sua iniziativa misure atte a impedire il trasferimento indesiderato dei dati all’operatore della televisione digitale. Si possono ipotizzare firewall speciali da installare sull’apparecchio televisivo, in grado o di interrompere direttamente un simile trasferimento o di notificare al telespettatore che è in corso un trasferimento di dati, consentendogli all’occorrenza di negare il proprio consenso.

L’IFPDT ritiene inoltre estremamente importante che gli operatori di reti via cavo configurino sin dal principio i propri sistemi conformemente ai requisiti di protezione dei dati, rinunciando quindi viepiù al rilevamento di dati personali o rendendoli anonimi in fase di rilevamento. La sicurezza delle informazioni deve essere garantita anche dalla rete via cavo.

La fruizione non monitorata dei programmi televisivi deve essere garantita in futuro anche nella televisione digitale e senza che il telespettatore ne sia penalizzato. L’IFPDT propone dunque le seguenti misure.

Rinuncia al rilevamento di dati personali

Il rilevamento di dati personali nell’ambito della fruizione della TV digitale dovrebbe essere limitato tecnicamente al minimo indispensabile ed essere consentito solo se strettamente necessario, vale a dire – secondo il parere del IFPDT – ai fini della conclusione del contratto e delle prestazioni di servizio. Il cliente dovrebbe inoltre poter decidere liberamente se, ad esempio, desidera o meno una fatturazione individuale del proprio consumo televisivo. Ciò presuppone che gli operatori di programmi televisivi informino opportunamente i loro clienti al riguardo.

Gli operatori dovrebbero inoltre fare in modo che i dati personali siano tecnicamente accessibili solo alle persone che ne hanno necessariamente bisogno.

L’IFPDT ritiene che nessun dato personale sia necessario in particolare per scopi di marketing proposti attraverso il canale televisivo o per pubblicità personalizzate. Pertanto, i dati raccolti a questi fini devono essere anonimizzati per impedire l’attribuzione di abitudini di consumo a persone specifiche.

Informazioni trasparenti agli interessati

Gli operatori di reti via cavo devono informare in maniera trasparente gli interessati in merito non solo al trattamento dei dati bensì anche al sistema d’informazione utilizzato, specificando quali dati vengono elaborati, quando e dove (e a chi vengono trasmessi), e in che momento avviene la loro cancellazione. Il diritto degli utenti di essere informati vale naturalmente anche nei confronti degli operatori di reti via cavo e dei fornitori di servizi IPTV. Sempre per ragioni di trasparenza, gli operatori sono tenuti a segnalare ai clienti se e quando vi è la possibilità che attraverso il canale di ritorno vengano rilevati dati personali relativi alle abitudini di consumo. Al cliente deve infine essere garantita la possibilità di impedire un trasferimento indesiderato di dati personali dall’apparecchio televisivo all’operatore.

Ultima modifica 02.05.2008

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