Revisione a tappe della LPD: bisogna tutelare il diritto fondamentale alla privacy

12.01.2018 – La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) ha avviato ieri il dibattito sulla revisione totale della legge sulla protezione dei dati (LPD), deliberando contestualmente lo scaglionamento dell'iter parlamentare. L'IFPDT chiede che tale procedura, oltre al rapido varo degli aspetti rilevanti ai fini Schengen, si traduca comunque in una veloce attuazione dell'intera revisione.

L'IFPDT prende atto della decisione della CIP-N di voler procedere per tappe, sebbene ritenga che questo comporti notevoli sfide dal punto di vista giuridico e il rischio di ulteriori ritardi. Stante il fatto che la Commissione per il momento dovrebbe interrompere il proprio lavoro, occorre accertare che resti garantito il diritto fondamentale dei cittadini, la cui sfera privata risulta esposta ai crescenti rischi della progressiva digitalizzazione.

A questo scopo la Svizzera necessita di una legislazione sulla privacy in grado di garantire un'adeguata tutela di tale diritto, in linea con le normative europee ed efficace rispetto alle sfide poste dalla digitalizzazione. Tutto questo richiederebbe una rapida riforma completa della LPD vigente, varata nel 1993.

Il 15 settembre 2017 il Consiglio federale ha presentato una revisione totale del testo di legge che l'IFPDT, con un comunicato rilasciato il giorno stesso, ha accolto favorevolmente nelle sue linee generali, in quanto adeguato a soddisfare le condizioni fondamentali di cui sopra. Nel corso del dibattito di entrata in materia della CIP-N, in data 11 gennaio 2018, l'Incaricato ha richiesto invano l'avvio immediato della discussione integrale del progetto del Consiglio federale, suggerendo di affrontare i punti ancora critici nel quadro della deliberazione di dettaglio.

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Ultima modifica 19.01.2018

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