Allestimento di profili del DNA nell’ambito dei ricongiungimenti familiari

L’introduzione nella legge sull’immigrazione di test del DNA per i ricongiungimenti familiari ha provocato accese discussioni in Francia. In Svizzera questa prassi esiste già: in casi eccezionali, il rilascio di un permesso può dipendere dall’allestimento di profili del DNA, purché la persona interessata vi acconsenta per iscritto. A nostro avviso, questa prassi deve tuttavia essere applicata solo in modo estremamente restrittivo.

Il 1° aprile 2007 è entrata in vigore la legge federale sugli esami genetici sull’essere umano (LEGU). Essa consente, nell’ambito di una procedura amministrativa, di subordinare il rilascio di un’autorizzazione o la concessione di prestazioni all’allestimento di un profilo del DNA, se sussistono dubbi fondati sulla filiazione o l’identità di una persona che non possono essere dissipati in altro modo. Tali profili possono essere allestiti solo con il consenso scritto delle persone interessate.

Deve dunque trattarsi di eccezioni: l’identificazione tramite profili del DNA deve avvenire nel rispetto del principio della proporzionalità. Così, per esempio, in presenza di atti dello stato civile provenienti da Paesi i cui uffici di stato civile sono poco sviluppati e non sempre affidabili.

In caso di domanda di ricongiungimento familiare, l’esame genetico può limitarsi alla relazione fra la madre e il bambino per evitare tragedie private. Non va sottovalutato il numero di bambini che nascono all’interno di un matrimonio e hanno quindi come padre legale il marito della madre, ma il cui padre biologico è in realtà un altro uomo.

Le discussioni sviluppatesi in Francia hanno avviato un dibattito anche in Svizzera. In una mozione del 5 ottobre 2007, il consigliere nazionale Carlo Sommaruga ha chiesto al Consiglio federale di presentare un rapporto sull’impiego dei test del DNA nel quadro dei ricongiungimenti familiari. Noi abbiamo appoggiato tale mozione, poiché riteniamo che un rapporto in quest’ambito complesso e delicato possa essere di grande utilità. Il consigliere nazionale Alfred Heer, dal canto suo, ha depositato, il 20 dicembre 2007, un’iniziativa parlamentare che prevede test del DNA obbligatori per i ricongiungimenti di famiglie provenienti da Paesi problematici.

Dal punto di vista della protezione dei dati, l’esecuzione di un’analisi del DNA deve assolutamente essere proporzionata allo scopo e disposta solo come ultima ratio. Il carattere facoltativo del test è relativo: se il richiedente rifiuta di dare il consenso, rischia di non ricevere il visto. Deve inoltre assumerne i costi.

Contrariamente alla Svizzera, in Francia i test del DNA sono ordinati da un giudice e pagati dallo Stato. La base legale che consente di disporre un esame genetico in Svizzera è fornita dalla LEGU.

Ultima modifica 30.06.2008

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