Introduzione di dati biometrici nei documenti d’identità

L’impiego limitato e regolamentato di dati biometrici per migliorare la procedura di autenticazione delle persone nell’ambito di controlli dell’identità e la sicurezza dei documenti d’identità non contrasta con i principi della protezione dei dati. L’utilizzo di questi dati a scopi di identificazione è invece problematico e solleva riserve.

Nel corso della consultazione degli uffici concernente il decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’Unione europea concernente il recepimento del Regolamento (CE) n. 2252/2004 relativo alle norme sulle caratteristiche di sicurezza e sugli elementi biometrici dei passaporti e dei documenti di viaggio rilasciati dagli Stati membri, abbiamo formulato diverse osservazioni in merito all’impiego di dati biometrici. Abbiamo comunicato il nostro punto di vista anche alle Commissioni delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale. Il Parlamento non ha però tenuto conto delle nostre osservazioni e ha approvato il disegno presentato dal Consiglio federale.

Il Regolamento (CE) n. 2252/2004, che deve essere recepito nell’ambito dello sviluppo dell’acquis di Schengen, così come le raccomandazioni dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) e le disposizioni legali degli Stati Uniti d’America, prevedono l’introduzione di dati biometrici (fotografia e impronte digitali) su passaporti e documenti di viaggio a scopi di autenticazione (confronto 1:1). Per autenticazione si intende la procedura che consente di verificare, mediante un apparecchio di lettura, se i dati biometrici di una persona rilevati durante il controllo di un documento d’identità corrispondono ai dati di riferimento contenuti nel supporto elettronico presente nel documento stesso. La procedura di autenticazione non richiede una memorizzazione centralizzata dei dati, poiché la verifica può avvenire direttamente al posto di controllo mediante lettore. In questo contesto, conservare dati biometrici nel sistema di informazione sui documenti di identità (banca dati ISA) o in quello relativo ai documenti di viaggio svizzeri e ai visti di ritorno per persone straniere (banca dati ISR) oltre il tempo necessario per il rilascio dei documenti stessi violerebbe i principi della finalità e della proporzionalità. Non osteggiamo tuttavia le possibilità offerte da nuove tecnologie quali la biometria per migliorare l’autenticazione delle persone nell’ambito dei controlli di documenti d’identità o per aumentare la sicurezza di tali documenti.

Solleviamo invece importanti riserve per quanto concerne l’impiego di dati biometrici a scopi di identificazione (confronto 1:n), procedura che presuppone necessariamente una memorizzazione centralizzata dei dati. Tale trattamento di dati sensibili è consentito se la finalità della procedura e i diritti di accesso a questi dati sono disciplinati in maniera sufficientemente precisa da una base legale in senso formale (Legge sui documenti d’identità). Solo in presenza di un rigido quadro normativo, infatti, si possono limitare i rischi di abusi e di eccessi, nonché il pericolo di un impiego dei dati biometrici come chiave d’accesso a diverse banche dati e, di conseguenza, di un’interconnessione tra diverse serie di dati. A nostro avviso, la modifica della legge sui documenti d’identità proposta nell’ambito del decreto federale menzionato in precedenza non soddisfa le condizioni succitate. Per questo motivo ci siamo espressi contro la conservazione di dati biometrici a fini di identificazione nelle banche dati ISA e ISR.

A livello di Unione europea, in una perizia del 30 settembre 2005 il gruppo di lavoro costituito in base all’articolo 29 della Direttiva 95/46/CE per la tutela delle persone con riguardo al trattamento dei dati personali ha espresso riserve riguardo a una banca dati nazionale o europea per elementi biometrici. Il Parlamento europeo ha persino chiesto di vietare l'istituzione di una banca dati centralizzata per passaporti e documenti di viaggio contenente i dati biometrici e altri dati personali di tutti i titolari di un passaporto all’interno dell’Unione europea.

Ultima modifica 30.06.2008

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