Proporzionalità della durata di trattamento dei dati concernenti la solvibilità

Le agenzie di informazioni creditizie ricavano le informazioni riguardanti la solvibilità dagli estratti del registro delle esecuzioni. La legge federale dell'11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) non prevede alcun obbligo per i destinatari di dati come le agenzie di informazioni creditizie. Tuttavia questi dati in materia di esecuzione non possono essere trattati e trasmessi in registri privati per una durata indefinita. Abbiamo pertanto incaricato un perito esterno di chiarire la questione della proporzionalità della durata di trattamento da parte delle agenzie di informazioni creditizie. Dalla perizia è emerso che nell'esame della proporzionalità in materia di diritto della protezione dei dati la LEF pone chiari limiti alla durata del trattamento.

Le agenzie di informazioni creditizie ricevono informazioni relative ai procedimenti in materia di diritto di esecuzione dagli estratti del registro delle esecuzioni redatti dagli uffici cantonali conformemente all'articolo 8a della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF). I limiti ai quali questi uffici devono attenersi per quanto concerne la trasmissione di dati sono menzionati negli articoli 8a e 149a LEF.

Il trattamento di dati in materia di esecuzione nei registri privati delle agenzie di informazioni creditizie svolge un ruolo sempre maggiore nella vita economica dei nostri giorni, in quanto molti partner contrattuali si rivolgono alle banche dati private di agenzie di informazioni creditizie anziché consultare un estratto aggiornato del registro delle esecuzioni di diritto pubblico. Abbiamo voluto incaricare un perito esterno di chiarire la questione della proporzionalità della durata di trattamento dei dati in materia di esecuzione da parte di operatori privati (ad es. agenzie di informazioni creditizie). Il perito ha esaminato e valutato la proporzionalità del trattamento di dati sulla solvibilità in base alla prassi di un'impresa che si era dichiarata disposta a collaborare.

Il perito ha ritenuto che il trattamento dei dati da parte dell'impresa esaminata era proporzionata e le ha raccomandato di cancellare le valutazioni o di conferirle il valore 0, nel caso di procedimenti che secondo l'articolo 8a capoverso 3 LEF non possono essere resi noti o secondo l'articolo 149a capoverso 3 devono essere cancellati. L'impresa ha accettato la raccomandazione e la attuerà.

Nell'ambito dei suoi accertamenti, il perito ha stabilito che la trasmissione di dati da parte degli uffici di esecuzione non avveniva in maniera uniforme e che alcuni dati sono resi noti illegalmente a terzi. Inoltre, ci ha consigliato di sollecitare i diversi uffici di esecuzione ad applicare la LEF in maniera uniforme e l'organo federale competente a esercitare una vigilanza accresciuta.

Il perito ha inoltre sostenuto che l'attuazione insoddisfacente delle disposizioni della LEF non può essere imputata ai destinatari dei dati, ossia alle agenzie di informazioni creditizie, in quanto la LEF non prevede alcun obbligo per esse. Ma questo non significa che dette agenzie possano trattare i dati di esecuzione a piacere e per una durata indefinita. La LEF pone chiari limiti alla trasmissione di dati e fornisce indicazioni per quanto concerne il controllo della proporzionalità del trattamento dei dati secondo la LPD.

Abbiamo quindi informato in primo luogo l'organo competente per l'alta vigilanza della LEF che fa parte dell'Ufficio federale di giustizia circa i risultati della perizia. Com'era avvenuto già in occasione della consultazione degli uffici per la revisione della LEF (cfr. il nostro 16° rapporto d'attività 2008/2009, n. 1.8.1), abbiamo sottolineato anche in questo caso che i dati di esecuzione e la loro trasmissione sono diventati viepiù importanti nella vita economica attuale. Poiché questi dati sono richiesti in misura crescente da privati, esiste uno stretto rapporto tra il loro trattamento statale da parte degli uffici di esecuzione, la loro trasmissione a privati e il loro trattamento da parte delle agenzie di informazioni creditizie improntato al diritto privato. Le condizioni quadro legali per l'attuazione della LEF incidono notevolmente sull'attività di vigilanza dell'IFPDT nei confronti delle agenzie di informazioni creditizie, per cui abbiamo invitato le autorità preposte all'alta vigilanza ad adottare provvedimenti adeguati affinché gli uffici di esecuzione cantonali applichino correttamente la LEF e nella trasmissione di dati di esecuzione a terzi adottino una terminologia e una prassi uniformi. Di conseguenza, si ridurrebbe anche il costo elevato delle procedure di rettifica dei privati, che intendono far correggere i loro dati presso le singole agenzie di informazioni creditizie.

In secondo luogo, abbiamo redatto una circolare per le agenzie di informazioni creditizie per informarle dei risultati della perizia e della nostra lettera alle autorità proposte all'alta vigilanza. Inoltre, abbiamo comunicato che per quanto concerne la proporzionalità della lunghezza del trattamento di dati in materia di esecuzione da parte delle agenzie di informazioni creditizie, vengono da noi tenuti presente, quali limiti, i valori legali indicativi posti dalla LEF. Abbiamo infine invitato le agenzie di informazioni creditizie a comunicarci se il trattamento dei dati da loro adottato adempie, sotto questo aspetto, le nostre indicazioni. Le reazioni alla nostra circolare sono state molto differenziate. L'IFPDT sta esaminando il prosieguo della vicenda.

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/vecchi-rapporti/17--rapporto-d-attivita-2009-2010/proporzionalita-della-durata-di-trattamento-dei-dati-concernenti.html