Azione contro Google nel caso Street View

L'11 novembre 2009 l'IFPDT ha portato il caso del servizio online Google Street View davanti al Tribunale amministrativo federale. Si tratta di una tappa importante in questo caso, il quale è iniziato lo scorso mese di marzo.

L'IFPDT è in contatto con Google dalla primavera del 2009; sin dall'inizio è stato comunicato all'impresa che le riprese fotografiche sarebbero state ammissibili sotto il profilo legale soltanto in caso di anonimizzazione delle persone al momento della diffusione online. A Google è stato inoltre notificato che l'IFPDT sarebbe intervenuto se dopo la diffusione in rete delle riprese fotografiche si fossero constatate gravi lacune nel processo di anonimizzazione e che pertanto un gran numero di persone fosse riconoscibile in Google Street View.

Dopo la diffusione in rete, avvenuta nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2009, ci sono pervenute numerose segnalazioni e azioni. Alcuni accertamenti da parte nostra hanno confermato che numerose persone e molti numeri di targa non sono stati anonimizzati in modo sufficiente. Una settimana dopo la diffusione siamo pertanto intervenuti e abbiamo preteso miglioramenti sostanziali. In seguito vi sono stati vari colloqui per trovare una soluzione al problema. Il 4 settembre 2009 Google ha ventilato la prospettiva di impiegare un nuovo software per l'anonimizzazione per le foto scattate in Svizzera; ha tuttavia precisato che l'attuazione non sarebbe stata immediata. Google ha nel frattempo assunto l'obbligo di non diffondere nuove foto. L'11 settembre l'IFPDT ha emanato raccomandazioni che Google, con lettera del 14 ottobre, ha in gran parte respinto. Goggle ha assicurato che non avrebbe diffuso in rete nuove foto prima dell'anno prossimo.

1. Le richieste formulate nelle azioni

Le richieste formulate sono identiche a quelle contenute nelle raccomandazioni:

  • i volti e le targhe dei veicoli devono essere completamente irriconoscibili;
  • le persone fotografate in settori sensibili devono essere anonimizzate;
  • nelle aree private non è consentito scattare fotografie;
  • Google deve informare in anticipo in quali zone intende scattare fotografie e in quale momento le immagini saranno rese disponibili online.

Poiché l'impresa Google è disposta a non diffondere nuove foto soltanto entro alla fine dell'anno, noi chiediamo, nell'ambito di provvedimenti cautelari, che venga vietata la diffusione di nuove immagini fino alla decisione definitiva.

2. Motivazioni delle azioni

a) Irriconoscibilità di volti e di targhe dei veicoli

Secondo Google, il software utilizzato avrebbe raggiunto una percentuale di successo del 98,4 per cento per quanto concerne i volti e del 97,5 per cento per quanto concerne le targhe dei veicoli. In uno studio interno di Google i ricercatori partono invece dal presupposto che per l'anonimizzazione dei volti il livello di efficacia si aggiri intorno all'89 per cento. Secondo le indicazioni di Google, per quanto concerne la Svizzera sono state rese disponibili sino ad oggi circa 20 milioni di immagini. Considerando la quota di errore del 2 per cento indicata da Google dovrebbero esservi oltre 400 000 immagini in cui i visi e le targhe sono sfuocati in modo insufficiente. Se si prendessero invece in considerazione i dati dello studio interno, le immagini interessate sarebbero addirittura oltre 2 milioni. In assenza di uno studio indipendente l'IFPDT non può tuttavia verificare quale sia il numero corretto. In ogni caso riteniamo che, anche fondandosi sulla stima di errore comunicata da Google, si sia in presenza di un processo di anonimizzazione con lacune notevoli.

b) Il problema della funzione zoom

Il già insufficiente processo di anonimizzazione è aggravato dal fatto che il software è inoltre provvisto di una funzione zoom; questa funzione consente di ingrandire un volto nella folla e di identificarlo, laddove per l'occhio di un semplice passante questa operazione sarebbe impossibile. La dottrina e la giurisprudenza sono unanimi nell'affermare che in un simile caso potrebbe esservi lesione della personalità; ai media non è infatti consentito ingrandire immagini al fine di evidenziare persone. È concepibile che in caso di aggravamento considerevole del problema del software, il quale non consente un anonimizzazione sufficiente dei volti, Google rinuncerebbe a detta funzione.

c) Il problema della databilità di un'immagine e della diffusione in rete

Ripetutamente alcune persone critiche, secondo cui le nostre pretese vanno troppo lontano, hanno richiamato l'attenzione sul fatto che le fotografie sono state scattate in spazi aperti e che pertanto qualsiasi passante avrebbe potuto osservare le stesse situazioni oggetto delle fotografie. Questa obiezione è da ritenersi errata sotto vari punti di vista:

  • un'immagine estrapolata dal suo contesto e non databile consente agli utenti di Google Street View numerose interpretazioni diverse tra loro (p.es. il barista a Zurigo che presumibilmente consegnava droga oppure il consigliere nazionale XY accompagnato da una signora nonché altri esempi in prossimità di installazioni sensibili);
  • il passante casuale non «memorizza» necessariamente una situazione percepita fugacemente e in seguito la dimentica - salvo se si è verificato un evento notevole - (p.es. un incidente);
  • la diffusione in rete a livello mondiale crea una dimensione completamente nuova (p.es. la possibilità di analisi, di confronto o di memoria illimitata).

d) Il problema delle riprese da un'altezza di 2,75 m

Da una simile altezza è possibile effettuare riprese anche in giardini recintati. Questo è un ambito che appartiene indiscutibilmente alla sfera personale, in cui non solo non è consentito scattare fotografie, ma è addirittura punibile.

e) Il problema delle riprese in tutto il territorio svizzero

Le immagini finora disponibili mostrano che Google non ha limitato le riprese ai quartieri delle città interessanti sotto il profilo turistico, ma che ha piuttosto l'intenzione di fotografare tutto il territorio elvetico. In rete figurano così anche semplici quartieri residenziali, nei quali si può facilmente incorrere in intrusioni nella sfera privata, in quanto le persone si muovono in prossimità del loro «centro vitale», dove possono inoltre essere identificate se il loro volto non è stato reso irriconoscibile. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale anche l'area aperta antistante una casa può appartenere alla sfera privata di una persona.

f) Il problema dell'informazione insufficiente

Nonostante Google abbia già apportato alcuni miglioramenti, la prassi inerente all'informazione rimane insufficiente. Noi pretendiamo pertanto che Google, una settimana prima della partenza, ci indichi in quali zone e in quali città intende recarsi. Google deve inoltre segnalarci la data di diffusione in rete delle immagini pure con una settimana d'anticipo.

 

Stato: novembre 2009

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