Obbligo del segreto professionale

In che situazioni il medico ha il permesso di trasmettere i dati del paziente?

Un medico ha il permesso di trasmettere i dati del paziente quando ha l'approvazione di quest'ultimo, quando l'autorità competente lo dispensa dall'obbligo del segreto professionale o quando la consegna dei dati è prevista per legge.

Quali professioni sottostanno all'obbligo del segreto professionale in virtù del Codice penale?

L’obbligo del segreto secondo il Codice penale (art. 321 CP) vige solo per le professioni enumerate nel Codice penale. Questo elenco comprende:
• gli ecclesiastici
• gli avvocati
• i difensori
• i notai
• i consulenti in brevetti
• i revisori tenuti al segreto professionale in virtù del Codice delle obbligazioni
• i medici
• i dentisti
• i chiropratici
• i farmacisti
• le levatrici
• gli psicologi

come pure gli ausiliari di tali professionisti. Vi rientrano per esempio gli infermieri, gli assistenti di studio medico, gli ergoterapisti e i fisioterapisti. Ai sensi dell’articolo 321 CP i fornitori di servizi informatici (aziende) non sono per principio considerati ausiliari dei professionisti summenzionati.

Una violazione del segreto può comportare conseguenze penali se la parte lesa sporge denuncia.

Per altre categorie professionali che trattano dati sanitari nell’esercizio della loro professione occorre verificare se esse soggiacciono eventualmente all’obbligo di mantenere il segreto sancito dalle leggi cantonali. Ciò può valere, per esempio, per i dietisti, gli omeopati o gli osteopati.

In ogni caso, i dati sanitari sono protetti in virtù della legge sulla protezione dei dati, che ne disciplina anche il trattamento. In caso di violazione di detta legge in merito al trattamento di dati sanitari vi è la possibilità di intentare un’azione civile conformemente all’articolo 15 capoverso 4 LPD. Questa possibilità costituisce un complemento alla denuncia penale di cui all’articolo 321 CP.

L'obbligo al segreto vale anche tra i medici stessi?

Sì. Per poter trasmettere le informazioni a colleghi, il dottore deve ricevere il consenso del paziente. Ad esempio, un dottore al quale chiedete un secondo parere non ha il diritto di informare il medico responsabile del trattamento senza il Suo previo accordo. Il fatto che il medico che riceve le informazioni è anch'esso tenuto al segreto professionale relativo ai pazienti non modifica questo principio. Se il paziente è seguito da un'équipe di medici, si presuppone un tacito consenso allo scambio di informazioni all'interno del gruppo.

L'obbligo di mantenere il segreto vale anche per il medico aziendale?

Sì. In caso di assenza provocata da una malattia o da un incidente, il datore di lavoro può chiedere che il dipendente venga visitato dal medico di fiducia dell'azienda (il medico azienale). Quest'ultimo è vincolato dal segreto professionale, anche nei confronti del datore di lavoro cui non può comunicare altro che la diagnosi fornendo solo le informazioni necessarie per gestire il rapporto di servizio. In genere, si tratta di confermare se il dipendente è o meno in grado di lavorare (ad esempio, se può lavorare a tempo pieno o parziale a causa della malattia o dell'incidente e quanto tempo durerà probabilmente l'assenza, o informazioni simili). Invece, il medico non può fornire dati senza il previo consenso del dipendente, soprattutto per quanto riguarda informazioni sulla diagnosi.

L'obbligo di mantenere il segreto vale anche per il medico di fiducia della cassa malati?

Sì. Anche il medico di fiducia della cassa malati nonché il suo personale ausiliario sono tenuti al segreto professionale. Il medico ha il permesso di comunicare all'ufficio competente dell'amministrazione solo le sue conclusioni, affinché la cassa possa decidere in merito all'obbligo di fornire le prestazioni.

L'obbligo di mantenere il segreto vale anche per i dipendenti delle casse malati?

Anche i dipendenti delle casse malati sono tenuti al segreto professionale. Per questa categoria di impiegati vale l'obbligo del segreto ai sensi della legge, come disciplinato nella parte generale del diritto delle assicurazioni sociali. Il dipendente che lavora direttamente per il medico di fiducia è considerato il suo assistente ed è tenuto in conseguenza al segreto professionale.

I medici sono tenuti a dare informazioni sullo stato di salute di un lavoratore malato?

No. L'obbligo di serbare il segreto comprende l'obbligo dei medici di mantenere segrete le informazioni ricevute nell'ambito della loro attività professionale o di cui sono venuti a conoscenza nell'esercizio della loro professione. I dati dei pazienti possono essere comunicati a terzi solo se il paziente esenta il medico dall'obbligo di serbare il segreto o se una legge lo consente. Questo vale anche per un datore di lavoro nei confronti di un lavoratore malato.

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