La 5a revisione dell’AI

Nell’ambito della consultazione degli uffici sulla 5a revisione dell’AI abbiamo di nuovo sollevato la questione della protezione dei dati. Il Consiglio federale ha approvato il messaggio e il testo di legge. Il messaggio, però, non soddisfa le esigenze in materia di protezione dei dati. La 5a revisione dell’AI è attualmente in sospeso in seno al Parlamento.

Lo scopo principale della 5a revisione dell’AI consiste nel migliorare il rilevamento e l’intervento tempestivi nel settore dell’AI. Lo scopo è permettere agli interessati di rimanere nel circuito del lavoro grazie a provvedimenti estesi nel campo medico, sociale e professionale. Questo provoca un aumento dei dati trattati dai diversi attori sociali come ad esempio il datore di lavoro, l’assicuratore di indennità giornaliera, l’ufficio AI e il medico.

Nell’ambito della consultazione degli uffici abbiamo ancora una volta richiamato l’attenzione sulle direttive in materia di protezione dei dati che disciplinano il trattamento dei dati personali (dati medici) degni di particolare protezione (cfr. anche il nostro 12° rapporto d’attività 2004/2005 (versione integrale ted./franc.), numero 6.1.2).

Abbiamo accolto con favore il fatto che il Consiglio federale abbia preso seriamente in considerazione le nostre perplessità riguardo la trasparenza del trattamento dei dati. Infatti, l’ultimo disegno prevede un obbligo d’informazione più rigoroso nei confronti degli interessati e degli assicurati.

Per contro, un punto rimane insoddisfacente: secondo il messaggio, gli assicurati non saranno i soli a potersi annunciare presso l’ufficio AI per il rilevamento tempestivo, ma questo annuncio potrebbe anche essere effettuato da vari altri assicuratori, dal datore di lavoro, dai familiari o dagli organi di aiuto sociale. La situazione diventa alquanto delicata se il datore di lavoro ha la possibilità di consultare dati del lavoratore ai quali normalmente non ha accesso. Ne deriva infatti un pericolo di possibili discriminazioni sul posto di lavoro. In base al diritto di autodeterminazione in materia di informazione spetta all’interessato decidere autonomamente e liberamente il trattamento dei propri dati. Questa libertà non è solo un elemento importante del diritto di autodeterminazione in materia d’informazione, ma anche una condizione essenziale del rapporto di fiducia tra l’ufficio AI e l’assicurato.

Infine, la 5a revisione dell’AI prevede un’autorizzazione generale per l’esame del diritto alle prestazioni. Secondo il disegno, questa delega in bianco per la raccolta di dati non sarebbe concessa solo agli organi dell’AI ma anche a tutti gli altri assicuratori sociali. Abbiamo ribadito più volte che questo genere di deleghe generali non è compatibile con la legislazione sulla protezione dei dati. Il consenso deve essere accordato a seconda dei casi e la persona interessata deve essere ampiamente informata sulla portata e sullo scopo del consenso.

Le questioni inerenti al diritto della protezione dei dati nell’ambito della 5a revisione dell’AI sono state in seguito trattate dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N). Siamo stati invitati dalla CSSS-N a presentare il nostro punto di vista. Al momento non è ancora chiaro quale progetto sarà accettato dalle Camere federali.

[Luglio 2006]

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/documentazione/rapporti-d-attivita/vecchi-rapporti/13--rapporto-d-attivita-2005-2006/la-5a-revisione-dellai.html