Attendibilità degli estratti del registro delle esecuzioni

La solvibilità è un elemento fondamentale per partecipare alla vita economica. Dal momento che l’estratto del registro delle esecuzioni fornisce informazioni su questo tema, esso costituisce un documento scottante. Non tutti sono però consapevoli che alcuni dati contenuti nell’estratto non hanno niente a che vedere con la solvibilità. I tentativi di eliminare il pericolo di interpretazioni errate in merito alla solvibilità mediante un’iniziativa parlamentare sono falliti a causa delle diverse opinioni su come affrontare la questione.

Con una procedura di esecuzione si afferma, innanzitutto, la presenza di un debito pecuniario. La persona che si difende con successo da tale affermazione ha tutto l'interesse a far sì che l’estratto del registro delle esecuzioni non menzioni tale procedura. Lo stesso vale anche se non viene dato seguito alla procedura d'esecuzione in seguito all’opposizione del presunto debitore: in questo caso, trascorso un anno, la procedura di esecuzione non può più essere ripresa. I dati relativi alle situazioni sopra descritte, che continuano a figurare nell’estratto del registro delle esecuzioni, non forniscono alcuna informazione sulla solvibilità, poiché il fatto che sia in corso una procedura di esecuzione non permette di dedurre che la persona coinvolta non sia solvibile.

Su proposta dell’allora consigliere nazionale Jean Studer era stata lanciata un’iniziativa parlamentare (04.467s Iv. Pa.) che intendeva, se non eliminare, almeno ridurre al minimo il pericolo di equivoci in merito alla solvibilità. La proposta consisteva nel ridurre, nell’estratto del registro, la durata della menzione delle procedure di esecuzione da considerare chiuse (revisione dell’articolo 8a LEF) . La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati incaricata della trattazione dell’iniziativa ha chiesto in merito il parere dell’IFPDT e di altri organismi operanti nel settore dell’esecuzione dei debiti.

Da parte nostra abbiamo richiamato l’attenzione della Commissione degli affari giuridici sul fatto che ridurre la durata di conservazione di tali dati non risolve il problema, poiché gli estratti, una volta richiesti, continuano a circolare nel settore privato. Ciò accade in particolare con le informazioni sulla solvibilità fornite da uffici di informazioni creditizie. Evidentemente non tutti questi uffici sono al corrente del fatto che la trasmissione di estratti obsoleti non è conforme alla legge sulla protezione dei dati (aggiornamento dei dati quale aspetto della loro esattezza).

Alla luce di questa situazione, siamo dell’opinione che sia possibile evitare equivoci in merito alla solvibilità soltanto se i dati succitati non vengono menzionati negli estratti del registro delle esecuzioni. Abbiamo pertanto raccomandato alla Commissione di prendere in considerazione questo punto nel quadro della revisione dell’articolo 8a LEF.

La maggioranza degli altri partecipanti alla consultazione era concorde nell’affermare che gli estratti del registro delle esecuzioni non fossero molto significativi, ma le loro soluzioni per ovviare a questo problema divergevano dalla nostra. In qualche caso si è affermato che gli interessi dei debitori sono già oggi largamente tenuti in considerazione e che pertanto non occorre introdurre un’ulteriore misura di tutela. A fronte di questi pareri, in parte anche molto discordanti, si è deciso di togliere dal ruolo l’iniziativa Studer. Da parte nostra proseguiremo la nostra opera di protezione contro i trattamenti di dati che ledono il credito di cui gode una persona mediante l’adozione di misure nel settore privato (cfr. anche il n. 1.8.3 del presente rapporto).

Ultima modifica 30.06.2008

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