Attuazione della 5ª revisione dell'AI

La legge federale sull’assicurazione invalidità (AI) riveduta e la relativa ordinanza (OAI) sono entrate in vigore il 1º gennaio 2008. Una delle principali innovazioni è il modello del rilevamento tempestivo dei casi d’invalidità. Sotto il profilo della protezione dei dati, il disciplinamento delle misure di rilevamento tempestivo è ancora perfettibile.

Il dibattito sulla revisione della legge sull’assicurazione invalidità sotto il profilo della protezione dei dati si è concluso prima del periodo di attività in esame (cfr. il nostro 13º rapporto di attività 2005/2006, n. 5.1.2). Rimaneva solo da esaminare il concretamento della legge a livello di ordinanza. Abbiamo preso posizione in proposito nel quadro della consultazione degli uffici.

Il disciplinamento della competenza per la comunicazione di casi di problemi di salute potenzialmente invalidanti ha dato adito a critiche. Una tale comunicazione può avvenire non soltanto quando un collaboratore per almeno 30 giorni ha presentato ininterrottamente un’incapacità al lavoro, ma anche già quando nell’arco di un anno ha dovuto assentarsi dal lavoro, per motivi di salute, ripetutamente e per brevi periodi (art. 1ter cpv. 1 lett. b OAI). A differenza di un’assenza di un mese, le assenze ripetute dal lavoro nel corso di un anno non sono inabituali e pertanto non sempre costituiscono un rischio palese di invalidità. In questo caso, l’annuncio di una persona all’AI poggia più spesso su meri indizi rispetto a quanto avviene in seguito a un’assenza di 30 giorni.

La cautela a livello di protezione dei dati è di rigore: il principio dell’esattezza dei dati non significa solo che i fatti debbano essere registrati correttamente, ma anche che, se possibile, non si trattino dati solo sulla base di un semplice sospetto. Va tuttavia riconosciuto, in questo contesto, che i legittimi sforzi nella prevenzione dei rischi implicano la verifica di ogni caso sospetto. Il legislatore deve tuttavia assicurarsi, in questa sede, di descrivere l’indizio determinante il più precisamente possibile. Ci siamo dunque adoperati affinché il concetto di assenze brevi ma frequenti venisse definito in modo più esatto, ovvero stabilendo un numero minimo di giorni di assenza per malattia per anno civile. L’UFAS, nella sua qualità di ufficio competente, ha tuttavia rifiutato di dar corso alla nostra istanza.

Ultima modifica 30.06.2008

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