Trasmissione di campioni biologici negli Stati Uniti nell’ambito della ricerca medica

I campioni biologici possono essere esportati negli Stati Uniti a condizione che le persone interessate vi abbiano precedentemente acconsentito. Senza il consenso, i dati possono essere resi noti solo se nel Paese destinatario può essere assicurata una protezione adeguata degli stessi.

In Svizzera la legislazione vigente relativa alla ricerca sull’essere umano (quindi, sia sulle persone che su materiale biologico umano) è purtroppo ancora lacunosa. Con due mozioni, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di disciplinare questo campo mediante un articolo costituzionale e una legge federale sulla ricerca sull’essere umano (cfr. n. 1.4.1 del nostro 14° rapporto di attività 2006/2007). A livello federale esistono normative specifiche solo per alcuni settori della medicina, soprattutto per le sperimentazioni cliniche con sostanze terapeutiche. In questo contesto, sempre più spesso viene mandato materiale biologico all’estero, in particolare negli Stati Uniti, per esservi analizzato.

La trasmissione di campioni biologici all’estero comporta un rischio elevato di lesioni della personalità delle persone interessate. In assenza di regolamentazioni legali speciali, a ogni trattamento di dati personali e quindi anche alla trasmissione di campioni biologici all’estero, si applica la legge sulla protezione dei dati (LPD).

La legge sulla protezione dei dati riveduta, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, esige, come presupposto fondamentale per la trasmissione dei dati all’estero, che la legislazione del Paese di destinazione garantisca una protezione adeguata di questi ultimi. Contrariamente agli Stati membri dell’Unione europea, negli Stati Uniti non è così. In caso di assenza di una protezione adeguata, occorre assicurare, tramite sufficienti garanzie, che la comunicazione di dati non leda gravemente la personalità della persona interessata. Tali garanzie possono essere definite in un contratto (clausole sulla protezione dei dati) o risultare da un codice di comportamento. Un esempio di corpus di regole, alle quali dei privati sottostanno volontariamente, è il «Safe Harbor Privacy Framework», negoziato dalla Commissione europea e dagli Stati Uniti. Tuttavia, chi si basa su queste garanzie rimane personalmente responsabile della protezione dei dati ed è tenuto a informarci sulle garanzie ricevute.

In casi particolari, può avvenire ugualmente una comunicazione di dati se la persona interessata vi ha acconsentito. Questo consenso deve essere espresso liberamente ed esplicitamente, dopo debita informazione; ciò significa che la persona interessata deve sapere quali dati vengono trasmessi, a che scopo e a quale destinatario. Deve inoltre essere informata sull’assenza di un’adeguata protezione dei dati.

Ultima modifica 30.06.2008

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