Borse di scambio su Internet: sentenza del Tribunale federale

Il Tribunale federale ha ordinato alla Logistep SA di sospendere ogni trattamento di dati nel settore dei diritti d'autore e le ha vietato di trasmettere i dati già raccolti ai titolari di diritti d'autore interessati. Ha dato così un segnale contro la tendenza dei privati, presente anche in altri settori, a svolgere mansioni di chiara competenza dello Stato di diritto.

Su incarico di titolari di diritti d'autore, Logistep ha acquisito sulle reti «peer-to-peer» indirizzi IP di utenti sospettati di offrire illegalmente lo scambio di contenuti protetti da diritti di autore (file video o musicali). Servendosi di tali indirizzi IP, i titolari dei diritti hanno avviato procedimenti penali al fine di poter conoscere nome e indirizzo degli utenti interessati (avendo ottenuto il diritto di consultare gli atti) e chiedere loro un risarcimento. Riteniamo che questo trattamento dei dati non fosse riconoscibile da parte delle persone interessate e violasse il principio della finalità senza che vi fosse un motivo giustificativo. All'inizio del 2008, abbiamo perciò raccomandato alla Logistep SA di sospendere le proprie ricerche nelle reti «peer-to-peer» fintanto che il legislatore non avesse elaborato una base legale a tal fine (cfr. il nostro 15° Rapporto d'attività 2007/2008, n. 1.3.1).

Poiché Logistep ha ignorato la raccomandazione, abbiamo adito il Tribunale amministrativo federale che, con sentenza del 27 maggio 2009, ha respinto l'azione, attribuendo maggiore importanza agli interessi dei titolari di diritti d'autore rispetto agli interessi degli utenti delle reti «peer-to-peer» (cfr. il nostro 16° Rapporto d'attività 2008/2009, n. 1.3.1). Abbiamo sottoposto questa sentenza alla verifica del Tribunale federale, che ha annullato la sentenza di prima istanza, seguendo così il nostro parere: ha ordinato alla Logistep SA di sospendere ogni trattamento di dati nel settore dei diritti d'autore e le ha vietato di trasmettere i dati già raccolti ai titolari di diritti d'autore interessati. Il link alla sentenza 1C_285/2009 dell'8 settembre 2010 si trova sul nostro sito (www.lincaricato.ch sotto Dokumentation - Datenschutz - Weiterzüge [soltanto in D]).

La sentenza della massima autorità giudiziaria svizzera è importante al di là del caso concreto. Le seguenti affermazioni sostanziali nella motivazione della sentenza sono particolarmente significative:

  • nel caso della trasmissione di dati, affinché siano qualificati come dati personali basta che il destinatario sia in grado di identificare le persone interessate e se ciò avviene la LPD si applica all'intero trattamento dei dati;

  • non è possibile constatare in maniera astratta se gli indirizzi IP (in particolare quelli dinamici) sono dati personali oppure no; ogni singolo caso va considerato nel concreto. Gli indirizzi IP sono in ogni caso dati personali se secondo l'esperienza di vita generale si può prevedere che si potrebbe assumere l'onere per determinare la persona in questione. Nel caso della Logistep SA la risposta era affermativa poiché il suo intero piano imprenditoriale poggiava sull'identificazione di dette persone;

  • con il suo trattamento dei dati la Logistep SA ha violato i principi delle finalità e della riconoscibilità. Occorreva verificare se vi era un motivo giustificativo. Risulterebbe infatti inopportuna un'interpretazione strettamente sistematica, per cui sarebbe ammesso fare valere una giustificazione unicamente per le lettere b e c, ma non per la lettera a dell'articolo 12 capoverso 2 LPD, tanto più che nella versione attuale della lettera a, pur se non sono più menzionate, le giustificazioni non sono tuttavia neppure esplicitamente escluse. La disposizione va dunque interpretata nel senso che, pur non essendo esclusa in generale una giustificazione per il trattamento di dati personali in violazione dei principi degli articoli 4, 5 capoverso 1 e 7 capoverso 1 LPD, concretamente le giustificazioni sono però ammesse con grande riserva;

  • una raccomandazione dell'IFPDT mira a difendere un gran numero di persone ed è così, in definitiva, di interesse pubblico. Questo significato della raccomandazione dell'IFPDT va considerato nella ponderazione degli interessi in virtù dell'articolo 13 capoverso 1 LPD, tanto più che una raccomandazione (eventualmente confermata da un giudice) produce anche un effetto indiretto su tutte le persone che procedono secondo un metodo analogo;

  • cercando nelle reti «peer-to-peer» con un software ad hoc opere protette dai diritti d'autore e memorizzando dati di chi le mette a disposizione, la Logistep SA ha perseguito interessi economici. Al di là del caso in questione, a causa della mancanza di una regolamentazione legale un simile metodo porta, in generale, a un'insicurezza quanto al genere e al volume dei dati raccolti su Internet e al loro trattamento. In particolare, non sono chiaramente definite la registrazione e la possibile utilizzazione dei dati al di fuori di una procedura giudiziaria ordinaria. Anche l'interesse alla lotta efficace contro le violazioni dei diritti d'autore non è in grado di controbilanciare la portata delle lesioni della personalità e delle incertezze, riguardanti il trattamento dei dati in Internet, connesse alla procedura contestata;

  • per il Tribunale federale, non si trattava esplicitamente di dare in generale la precedenza alla protezione dei dati rispetto alla protezione dei diritti d'autore. Spetta però al legislatore, e non al giudice, prendere le eventuali misure necessarie per garantire una protezione dei diritti d'autore conforme alle nuove tecnologie;

  • il Tribunale federale ha esplicitamente lasciato in sospeso se le autorità preposte al perseguimento penale possono utilizzare i dati raccolti dalla Logistep SA.
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