Videosorveglianza da parte di persone private

L'impiego di videocamere da parte di privati per proteggere persone o impedire danni materiali è soggetto alla legge federale sulla protezione dei dati se le immagini filmate si riferiscono a persone identificate o identificabili. Ciò vale indipendentemente dal fatto che le immagini vengano conservate o meno. Il trattamento di queste ultime – come la raccolta, la comunicazione, la consultazione immediata o differita oppure la conservazione – deve rispettare i principi generali della protezione dei dati.

L'esercizio di un impianto di videosorveglianza comporta l'elaborazione continua di dati personali. A seconda della situazione, questo tipo di sorveglianza può inoltre ingerire sensibilmente nella sfera privata delle persone riprese. È perciò importante, in fase di pianificazione, installazione ed esercizio di impianti di questo genere, prestare particolare attenzione alla normativa sulla protezione della personalità. Che cosa questo significhi concretamente lo illustrerà il presente promemoria sulla scorta di alcuni esempi.

Il promemoria riguarda la videosorveglianza di luoghi privati da parte di persone private, indipendentemente dal fatto che tali luoghi siano accessibili al pubblico o meno. Laddove siano ripresi anche luoghi di lavoro, occorre soddisfare requisiti specifici. Informazioni in merito si trovano sul nostro sito Internet. È trattata in modo speciale anche la videosorveglianza privata su suolo pubblico.

Considerazioni preliminari

I sistemi di videosorveglianza sono ammessi unicamente se rispettano i principi della liceità e della proporzionalità. Ciò significa concretamente che, ogni qualvolta si installa un impianto di videosorveglianza, occorre adempiere le condizioni esposte qui di seguito.

1. La videosorveglianza può essere effettuata soltanto se questa lesione della personalità è giustificata dal consenso della persona interessata, da un interesse preponderante pubblico o privato oppure da una legge (principio della liceità).

Esempi

Il proprietario di una gioielleria ha un interesse preponderante privato affinché, in sua assenza, il suo negozio non subisca effrazioni. Una videosorveglianza atta a impedire e a reprimere simili reati è quindi giustificata.

Il gerente di un bar mostra sul suo sito web immagini live del proprio locale con lo scopo di attirare clienti. In questo caso non sussiste alcun interesse che prevalga sulla protezione della personalità, cosicché un'operazione del genere è ammessa soltanto previa autorizzazione degli interessati. Conseguentemente sarà possibile riprendere solo singoli punti del locale debitamente contrassegnati da insegne, in modo che l'ospite possa scegliere se recarsi e sostare in quella zona oppure no. Se l'intero bar dovesse essere videosorvegliato ‒ circostanza che non lascia alcuna scelta ai clienti ‒ occorre farlo in modo che le persone non siano riconoscibili.

In pratica, nella maggior parte dei casi non è possibile ottenere l'autorizzazione delle persone interessate per l'impiego di impianti di videosorveglianza. In caso di dubbio si dovrebbe perciò ricorrere alla videosorveglianza soltanto in presenza di un interesse preponderante privato o pubblico, dunque soprattutto a fini di sicurezza.

Occorre inoltre considerare che un impianto di videosorveglianza privato che riprende suolo pubblico viola di norma i principi della liceità e della proporzionalità risultando perciò inammissibile. I dettagli sono illustrati qui.

2. La videosorveglianza deve essere un mezzo adeguato a conseguire l'obiettivo fissato, ossia la sicurezza e, in particolare, la protezione delle persone e/o delle cose. Essa può essere utilizzata solo se altre misure meno lesive della sfera privata (misure meno drastiche), come bloccaggi supplementari, porte d'ingresso rinforzate o sistemi d'allarme, risultano essere insufficienti o irrealizzabili. Inoltre, l'ingerenza nella sfera privata causata dalla videosorveglianza deve trovarsi in un rapporto ragionevole con lo scopo perseguito (principio della proporzionalità).

Esempi

Di regola l'installazione di videocamere negli autosili è autorizzata perché permette di impedire atti di vandalismo o di contribuire al loro perseguimento.

La presenza di videocamere in spogliatoi o toilette costituisce invece un'ingerenza nella sfera intima delle persone interessate ed è inammissibile già soltanto per questa ragione. Il proprietario di un negozio può inoltre difendersi dai furti ricorrendo a misure meno drastiche (p.es. sistemi d'allarme). Installare un impianto di sorveglianza sarebbe quindi sproporzionato.

L'impiego di telecamere finte non comporta il trattamento di dati, ma suscita l'impressione che ciò avvenga. Dato che tuttavia la loro presenza potrebbe rivelarsi problematica anche per altri motivi legali (in particolare di responsabilità civile), si consiglia di rinunciare a impiegarle.

Installazione di un impianto di videosorveglianza

L'impianto di videosorveglianza dovrebbe essere installato in modo da consentire di realizzare già in fase di sviluppo i principi della proporzionalità, della buona fede e della trasparenza. Concretamente, ciò significa quanto esposto qui di seguito.

1. La videocamera deve essere installata in modo da limitare l'angolo visuale delle riprese alle sole immagini indispensabili per raggiungere le finalità perseguite (principio della proporzionalità).

Esempio

Una videocamera installata all'ingresso di una casa plurifamiliare non deve permettere di vedere chi entra in quale appartamento o chi apre quale cassetta della posta.

2. lI privato che intende avvalersi di un impianto di videosorveglianza può utilizzarlo, di regola, solo sul proprio terreno. Il terreno adiacente può essere ripreso soltanto se il vicino ha dato il proprio consenso. Lo stesso vale per le case plurifamiliari con appartamenti in affitto o in proprietà. Anche in questo caso un inquilino o un proprietario può sorvegliare unicamente le parti di cui ha l'uso esclusivo. La ripresa delle aree comuni presuppone il consenso di tutti gli inquilini dell'immobile. Occorre inoltre considerare che per la ripresa su suolo pubblico si applicano regole particolari. Per ulteriori dettagli rinviamo alle nostre Informazioni complementari.  

Esempi:

L'inquilino di una casa unifamiliare può videosorvegliare la propria casa e il proprio giardino per tutelarsi dalle effrazioni. La videocamera può riprendere tuttavia solamente all'interno della proprietà, se il vicino non dà il proprio consenso a una sorveglianza più estesa.  

Il proprietario o l'inquilino di un appartamento può riprendere la propria abitazione, incluso il balcone. La videosorveglianza dell'area d'ingresso, della tromba delle scale (pianerottoli compresi), della lavanderia o del garage è possibile solamente con il consenso di tutti.

3. I responsabili della videosorveglianza devono informare con un cartello ben visibile tutte le persone che entrano nel campo controllato che in quel luogo si effettua videosorveglianza. Se le immagini riprese sono collegate a un archivio di dati ‒ ossia se vengono in qualche modo memorizzate ‒ occorre indicare anche da chi si può far valere il diritto di accedervi se ciò non si evince dal contesto (principio della buona fede e diritto d'accesso).

Esempio

All'ingresso di una casa plurifamiliare il cartello indicatore deve essere ben visibile a ogni persona che entra nell'edificio.

Impianto di videosorveglianza in esercizio

1. I dati raccolti devono essere utilizzati soltanto per proteggere persone e cose, non per altre finalità (principio della finalità).

Esempio

Il proprietario di un negozio che ha installato una videocamera per ragioni di sicurezza non può utilizzare le immagini per scopi di marketing.

2. Il responsabile della videosorveglianza deve adottare tutti i provvedimenti tecnici e organizzativi necessari per proteggere i dati personali da qualsiasi trattamento illecito (sicurezza dei dati).

Esempi

I dati memorizzati devono essere conservati in un luogo sicuro e chiuso a chiave al quale possono accedere soltanto persone autorizzate.

Se le immagini sono trasmesse via radio dalla videocamera al luogo in cui vengono conservate, il segnale radio deve essere criptato oppure occorre adottare altre misure atte a impedire che persone non autorizzate captino il segnale e possano osservare le immagini non criptate.

3. Il numero delle persone munite di accesso alle immagini videoregistrate (live o memorizzate) deve essere il più ridotto possibile (sicurezza dei dati e proporzionalità).

Esempi

In una discoteca possono accedere ai dati videoregistrati soltanto gli addetti alla sicurezza. Al personale impiegato al bar l'accesso non deve essere consentito.

I monitor di un impianto di videosorveglianza devono essere collocati in modo tale da consentirne la visione soltanto agli operatori autorizzati. Non sono ammessi monitor accessibili al pubblico.

Occorre inoltre distinguere se la finalità perseguita con la videosorveglianza necessita di riprese live o se è sufficiente valutare i dati video memorizzati nel caso in cui accada veramente qualcosa. In quest'ultima circostanza non sarà possibile visionare le immagini senza addurre validi motivi.

Esempio

Le immagini video riprese in un autosilo per impedire e sanzionare eventuali danni materiali possono essere visionate soltanto se questi si verificano davvero. Se ciò non avviene, le immagini memorizzate devono essere cancellate senza essere visionate entro un lasso di tempo adeguato (cfr. n. 5).

4. I dati personali raccolti non devono essere comunicati a terzi, a meno che le immagini non vengano consegnate alle autorità preposte al perseguimento penale al fine di sporgere denuncia o nei casi previsti o consentiti dalla legge, ad esempio se lo richiede un giudice (principio della finalità).

Esempi

Il proprietario di un negozio non può trasmettere né vendere a terzi le immagini registrate.

Le immagini riprese da una videocamera di sorveglianza non possono essere pubblicate su Internet.

5. Le immagini riprese con una videocamera devono essere cancellate entro un lasso di tempo brevissimo. I danni alle cose o alle persone sono individuati di regola immediatamente o entro poche ore. Un termine di 24 ore appare dunque sufficiente tenuto conto delle finalità perseguite, se in questo periodo non vengono alla luce avvenimenti degni di rilievo.

Se vi sono ragioni oggettive e importanti a favore di una durata di conservazione delle immagini più lunga, questa può essere adeguatamente prorogata. Inoltre, il termine di videosorveglianza in locali privati non accessibili al pubblico può essere più lungo (principio della proporzionalità).

Esempio

In caso di assenza per ferie le immagini registrate possono essere conservate in via eccezionale più a lungo, ma devono essere cancellate il più presto possibile dopo che la persona responsabile ha fatto ritorno.

Quanto più a lungo sono conservate le immagini, tanto maggiori saranno i requisiti posti alla sicurezza dei dati. Se la durata di conservazione viene prolungata, occorre tenerne conto avvalendosi di ulteriori tecnologie che garantiscano una protezione adeguata dei dati (p.es. scrambling) e criptando i dati video memorizzati.

6. I responsabili della videosorveglianza sono tenuti a informare su richiesta tutte le persone che entrano nell'area controllata in merito alle immagini video che le riguardano. Ulteriori informazioni in proposito si trovano qui.

 

Stato: settembre 2011

https://www.edoeb.admin.ch/content/edoeb/it/home/protezione-dei-dati/dokumentation/promemoria/videosorveglianza-da-parte-di-persone-private.html