Spiegazioni sulla consegna di immagini video alle autorità

I gestori degli impianti di videosorveglianza possono essere confrontati alle richieste delle autorità di perseguimento penale, che chiedono loro la consegna di immagini video. Non sempre tali richieste poggiano su una decisione che obbligherebbe i gestori a consegnare questo tipo di materiale. Qui di seguito si spiega come comportarsi in casi del genere, sostenendo il lavoro delle autorità ma evitando che siano messi in pericolo i diritti della personalità di chi è stato ripreso da una videocamera.

Le immagini di una videocamera che mostrano persone riconoscibili sono considerate dati personali ai sensi dell'articolo 3 lettera a della legge federale sulla protezione dei dati (LPD). L'esercizio di un impianto di videosorveglianza deve pertanto avvenire in conformità con la LPD. Che cosa questo significhi concretamente lo illustra il nostro promemoria «Videosorveglianza da parte di persone private».

La consegna di dati personali è ammissibile solo se essa è giustificata dalla legge o da un interesse preponderante privato o pubblico, oppure se vi è il consenso della persona interessata (art. 12 e 13 LPD). Quest'ultima condizione non entra qui in linea di conto, per cui si rinuncia a fornire ulteriori spiegazioni in merito.

La base legale più importante per la consegna di immagini video alle autorità di perseguimento penale è costituita dal Codice di diritto processuale penale svizzero (CPP), che fra l'altro disciplina in modo generale il sequestro e la valutazione dei mezzi di prova. Una richiesta delle autorità fondata su questa base legale è sempre giustificata. Di regola viene emanata una relativa ordinanza sulle prove; in caso di pericolo nel ritardo, le autorità possono però entrare temporaneamente in possesso delle immagini video anche senza una decisione; in questi casi la decisione viene emanata successivamente.

Se la richiesta avviene al di fuori di un procedimento penale, un interesse preponderante pubblico può giustificare la consegna anche senza una decisione. Se tale interesse sussiste, si dovrà valutare il caso specifico ponderando gli interessi in gioco. La decisione di consegnare immagini riprese da una videocamera di sorveglianza può risultare difficile. Per questa ragione raccomandiamo alle ditte che gestiscono un impianto di videosorveglianza di designare due o tre persone responsabili di tale valutazione e di approntare un regolamento che stabilisca le procedure alle quali ci si deve attenere.

In caso di richieste delle autorità di perseguimento penale si procede come segue:

  1. Qual è l'autorità richiedente? Le immagini video devono essere consegnate unicamente alle autorità preposte al perseguimento penale, ragion per cui si dovrebbe esigere una richiesta scritta. La consegna ad altre autorità o addirittura a privati non dovrebbe avvenire se non vi è una decisione corrispondente, dato che in questi casi è di regola difficile stabilire se vi è un motivo di giustificazione sufficiente. 
  2. Per quale motivo vengono richieste le immagini video? Se non vi è alcuna decisione che impone la consegna delle immagini, gli interessi delle persone riprese da una videocamera di sorveglianza devono essere ponderati con quelli dell'autorità richiedente. La risposta a questa domanda è di grande importanza. Per questa ragione, i gestori degli impianti di videosorveglianza dovrebbero sempre esigere che le richieste vengano possibilmente motivate in forma scritta. Le immagini possono essere consegnate solo se gli interessi che motivano la domanda prevalgono sull'esigenza di proteggere la personalità degli interessati. In questo caso, affinché la consegna delle immagini video si giustifichi, è necessario che il reato concretamente perseguito sia di una certa gravità. È il caso, ad esempio, dei delitti contro la vita e l'integrità della persona, mentre tale condizione non è data di regola nel caso di delitti di minore entità come il «littering», il lieve danneggiamento di oggetti o il borseggio che provoca danni limitati.
  3. In caso di dubbio: richiedere la decisione. In determinate circostanze, la ponderazione degli interessi citata al punto 2 può rivelarsi difficile. Nel dubbio è quindi necessario chiedere che venga emanata una decisione. Essa impone ai gestori degli impianti di videosorveglianza di consegnare le immagini e in ogni caso ne giustifica la consegna. In tal modo, il gestore non potrà essere ritenuto responsabile nel caso in cui la ponderazione degli interessi si rivelasse errata.
  4. Quali immagini devono essere fornite? Se il gestore di un impianto di videosorveglianza giunge alla conclusione che sussiste un interesse preponderante alla consegna delle immagini video, o nel caso in cui esista una decisione in tal senso, occorre appurare quali delle registrazioni disponibili sono necessarie alle autorità richiedenti. La consegna sarà infatti da limitare a queste immagini. Qualora sulle registrazioni fossero riconoscibili persone terze delle quali si può affermare con certezza che non sono in relazione con il delitto in questione, dovranno essere rese possibilmente irriconoscibili, nella misura in cui la richiesta non poggi su una decisione.

 Stato: luglio 2013

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