Spiegazioni sulla videosorveglianza negli spogliatoi e nei bagni

Furti e atti vandalici commessi negli spogliatoi e nei bagni dei centri del tempo libero mettono a dura prova gli addetti alla sicurezza, causano costi elevati e irritano gli utenti. Per porvi rimedio si ricorre spesso a l’installazione di un impianto di videosorveglianza. Tuttavia, filmare persone negli spogliatoi e nei bagni aumenta notevolmente il rischio di ingerire nella loro sfera intima, motivo per cui è possibile effettuare la videosorveglianza in questo ambito solo rispettando rigorosamente le norme esistenti in materia di protezione dei dati.

Gli impianti di videosorveglianza installati negli spogliatoi e nei bagni dei centri del tempo libero servono di regola a evitare furti e danni materiali e a punire i colpevoli. Questi motivi sono del tutto comprensibili, tuttavia va osservato che una sorveglianza di questo tipo lede un ambito estremamente delicato della personalità delle persone interessate. Vi è un'ingerenza nella sfera intima delle persone nel momento stesso in cui esse sono filmate mentre si cambiano o sono in bagno: questa è da considerare una grave violazione della personalità, che potrebbe essere giustificata solo dal consenso dell'interessato o da un interesse preponderante da parte del gestore dell'impianto di sorveglianza. Di fronte a ciò, l'interesse teso a evitare e punire furti e atti vandalici ha poco peso, di conseguenza la videosorveglianza negli spogliatoi dei centri del tempo libero è ammessa solo con il consenso della persona interessata e, in particolare, l'area in cui è effettuata la ripresa deve limitarsi al minimo indispensabile.

Concretamente, ciò significa che gli impianti di videosorveglianza negli spogliatoi e nei bagni dei centri del tempo libero devono adempiere, oltre ai requisiti generali di un uso conforme alla protezione dei dati (cfr. nostro promemoria «Videosorveglianza da parte di persone private»), anche le condizioni seguenti:

  • Il consenso delle persone interessate è necessario se è toccata la loro sfera intima. Esso deve sempre avvenire in modo volontario, vale a dire che devono esservi alternative equivalenti e ammissibili. In uno spogliatoio o nell'atrio di un bagno possono essere installate telecamere soltanto se non riprendono l'intero locale, poichè gli utenti devono avere la possibilità di cambiarsi senza essere filmati. Lo stesso vale per l'uso dei bagni. Negli spogliatoi per esempio si può arrivare a questo scopo mettendo a disposizione cabine singole separate o piccole zone riservate che le telecamere non possono raggiungere. Queste alternative devono essere presenti in numero e dimensioni sufficienti da poter essere utilizzate dalle persone interessate.
  • Un consenso valido legalmente presuppone inoltre che le persone interessate siano precedentemente informate in modo adeguato sulla videosorveglianza. In particolare, devono sapere quali zone del locale sono sorvegliate e quali sono le alternative a disposizione. Il modo più semplice consiste nel segnalare chiaramente e in maniera ben visibile le zone sorvegliate indicando nello stesso tempo dove è possibile cambiarsi senza essere sorvegliati.
  • L'area in cui è effettuata la ripresa deve limitarsi al minimo indispensabile: per esempio, un impianto di videosorveglianza destinato a evitare e punire effrazioni ai danni degli armadietti nello spogliatoio può essere utilizzato solo per filmare questa zona. Un angolo di ripresa più ampio sarebbe invece eccessivo e, dunque, non ammesso.
  • La videosorveglianza in ambiti così delicati esige l'impiego di filtri privacy basati su software (blurring, bande nere ecc.) affinché le persone che si comportano correttamente non siano riconoscibili nelle immagini. In caso di furto o atti vandalici, le immagini significative possono essere ristabilite senza alcun mascheramento. Una misura di questo tipo non limita quindi la pertinenza della videosorveglianza.
  • Effettuare riprese negli spogliatoi individuali o nelle toilette singole costituirebbe una grave ingerenza nella sfera intima delle persone interessate che non ammette giustificazioni plausibili. In questi spazi non possono essere installate telecamere. Se, per esempio, è commesso un atto vandalico proprio in una toilette singola, la videosorveglianza deve essere limitata all'atrio e la telecamera può essere tutt'al più installata in modo tale da filmare gli utenti all'entrata e all'uscita delle singole toilette. Questa misura consente di accertare chi ha utilizzato una determinata toilette in un momento stabilito. Non è invece ammessa una sorveglianza che interferisce maggiormente nella sfera intima delle persone.

Stato: luglio 2013

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