Principi generali della protezione dei dati (esempi)

Il locatore che raccoglie o tratta i dati personali dei suoi locatari o dei candidati a una locazione dovrà badare al rispetto dei principi generali della protezione dei dati: liceità, buona fede o trasparenza, proporzionalità del trattamento, scopo e anche sicurezza dei dati.

Conformemente al principio di liceità, qualsiasi trattamento di dati personali deve rispettare l’ordinamento giuridico in vigore. Una raccolta di dati è ritenuta illecita quando viola chiaramente le norme legali, ad esempio quelle del Codice penale (ottenimento di dati sotto minaccia, mediante astuzia o violenza) o del diritto in materia di locazione.

Esempio: secondo l’articolo 254 CO, un negozio abbinato, in rapporto con la locazione di locali d’abitazione o commerciali, è nullo se la conclusione o la continuazione della locazione viene subordinata a questo negozio. L’agenzia immobiliare non ha di conseguenza il diritto di chiedere a un potenziale locatario se è disposto a concludere un contratto di assicurazione presso la stessa agenzia.

Il principio della buona fede o trasparenza esige fra l’altro che la persona interessata sappia o possa riconoscere quali dati sono raccolti e per quali scopi. La raccolta di dati all’insaputa della persona interessata è contraria a questo principio. La raccolta di dati personali e in particolare le finalità per cui sono trattati devono essere riconoscibili per gli interessati.

Esempio: la raccolta di informazioni presso terzi all’insaputa del locatario potenziale viola il principio della buona fede.

Il principio dello scopo prescrive che i dati possano essere trattati soltanto per lo scopo indicato al momento della loro raccolta, previsto dalla legge o risultante dalle circostanze. La raccolta di dati deve permettere al locatore di selezionare, fra i candidati, un locatario adeguato per una determinata abitazione. Il locatore non è quindi autorizzato a utilizzare i dati raccolti in questo modo per fini diversi – tranne nel caso in cui vi sia un motivo giustificativo.

Esempio: la comunicazione ad altre agenzie o l’utilizzazione dei dati forniti dal candidato per la locazione di altre abitazioni (p. es. iscrizione su una lista d’attesa) potranno essere ammesse solo con il consenso dell’interessato.

I dati che possono essere richiesti dipendono anche dal contesto in cui avviene la raccolta di dati: se il candidato all’alloggio compila un modulo di domanda di locazione per una determinata abitazione o se s’iscrive per esempio su una lista d’attesa, le informazioni richieste in questi due casi saranno differenti (nel caso della lista d’attesa è il candidato stesso a fornire le caratteristiche desiderate dell’alloggio). Il momento della raccolta dei dati può quindi essere determinante.

Esempio: un attestato che confermi l’assenza di esecuzioni può per principio essere richiesto soltanto al locatario definitivamente scelto al momento della finalizzazione del contratto (lo stesso vale per gli altri documenti atti a permettere di verificare i dati forniti dal locatario potenziale mediante il modulo di domanda di locazione).

Esistono pure circostanze particolari – quali le peculiarità di un immobile – per cui la raccolta di altre informazioni può rendersi necessaria per verificare l’adeguatezza del candidato a un contratto di locazione.

Esempio: gli alloggi sussidiati possono di principio essere locati solo a determinate condizioni (numero minimo di persone per una superficie data, salario massimo ecc.). In questo caso si potranno richiedere informazioni supplementari allo scopo di accertare se il candidato alla locazione soddisfa i criteri di selezione. Le domande poste devono permettere un esame oggettivo di queste condizioni.

Conformemente al principio di proporzionalità, il locatore può raccogliere e trattare soltanto i dati che sono adeguati, ma anche oggettivamente necessari per raggiungere lo scopo perseguito, fermo restando che il rapporto fra il risultato (legittimo) ricercato e il metodo impiegato deve essere ragionevole mentre vanno tutelati il più possibile i diritti delle persone interessate. All’occorrenza, il locatore può richiedere soltanto i dati personali che sono in relazione diretta con la conclusione o l’esecuzione del contratto di locazione e la cui raccolta non pregiudichi inutilmente (o in modo smisurato) la vita privata delle persone interessate.

Esempio: è ammesso che il locatore debba poter accertare che il locatario disponga delle risorse necessarie per pagare la pigione. Entro questi limiti potrà richiedere informazioni sulla situazione finanziaria del locatario potenziale. Domande puntuali relative a riserve di proprietà sul mobilio, a contratti di leasing, di vendita a rate o di piccolo credito, a cessioni del salario ecc. non sono ammesse poiché possono fornire soltanto indicazioni parziali sulla situazione finanziaria.

Il trattamento di dati deve rispondere a un bisogno effettivo e non teorico o relativamente remoto. Qualsiasi raccolta di dati che non sia indispensabile alla scelta del locatario o alla conclusione o esecuzione del contratto di locazione è contraria al principio di proporzionalità.

Esempio: le referenze non vanno richieste sistematicamente a terzi, ma unicamente alle persone che entrano in linea di conto per la scelta finale. Inoltre, il locatore può interpellare soltanto le persone menzionate nella rubrica relativa alle referenze e unicamente allo scopo di avere una conferma riguardo alle indicazioni fornite nel modulo d’iscrizione. Informazioni più approfondite necessitano dell’autorizzazione del locatario potenziale.

Anche la durata di conservazione può violare il principio di proporzionalità quando risulta eccessiva rispetto a quanto necessario ai fini del trattamento (aspetto temporale del principio di proporzionalità).

Esempio: una volta firmato il contratto di locazione con il locatario definitivamente scelto, il locatore dovrà distruggere i moduli d’iscrizione compilati dagli altri candidati all’alloggio, tranne nel caso in cui vi sia una giustificazione particolare (p. es. iscrizione su una lista d’attesa con il consenso del locatario).

Sicurezza dei dati: i dati personali devono essere protetti contro qualsiasi trattamento non autorizzato mediante misure organizzative e tecniche adeguate. Occorre in particolare vigilare affinché i dati dei potenziali locatari siano accessibili unicamente alle persone preposte alla scelta del futuro locatario. Questa cerchia di persone dovrà essere il più possibile ristretta. Una volta data in affitto l’abitazione, i dati degli altri candidati dovranno essere distrutti in tempi brevi.

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Ultima modifica 28.11.2017

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